
Un timido sole è tornato a risplendere sulle zone devastate dall’alluvione che ha colpito i Nuovo Galles del Sud (Australia meridionale) tra il 19 e il 23 maggio. In pochi giorni sono caduti dai 400 ai 500mm di pioggia, una quantità pari a 10 volte quella che dovrebbe cadere nell’intero mese. Tutta la pianura compresa tra i fiumi Manning, Hastings e Macleay, esondati in diversi punti è stata sommersa da oltre un metro e mezzo d’acqua. Le immagini satellitari e radar sono eloquenti e mostrano il carattere di persistenza delle precipitazioni.

Le città più colpite sono Taree, Kempsey, Port Macquarie e Coffs Harbour, qui si contano almeno 5 vittime e 10mila abitazioni più o meno gravemente danneggiate ma ci sono ancora numerosi dispersi. Il Premier del NSW, Chris Minns che ha dichiarato lo stato di emergenza ha anche affermato che a memoria d’uomo un evento del genere non era mai stato registrato, per trovare tracce di qualcosa di simile si deve tornare indietro di almeno 5 secoli.


Guardate la differenza tra prima e dopo, a seguito delle forti piogge scompare completamente anche la morfologia dei corsi d’acqua principali, c’è solo acqua ovunque come un immensa palude.

Il Nuovo Galles del Sud non è stata l’unica zona dell’Australia a soffrire le drammatiche conseguenze delle alluvioni. Tra gennaio e aprile piogge torrenziali e inondazioni avevano colpito anche il Queensland causando almeno 27 vittime e oltre 1.2 miliardi di dollari australiani di danni.