Energia: una base per la prosperità e la stabilità

E’ stato da poco pubblicato il Position Paper dell’EPS (federazione di società europee di fisica, il cui duplice obiettivo è di promuovere l’eccellenza e di influenzare la politica scientifica) per una visione del sistema energetico europeo.

Il messaggio centrale che ne esce è un forte auspicio per un cambio di priorità nella politica energetica europea, ponendo come finalità principali il migliorare la sicurezza dell’approvvigionamento, l’accessibilità economica e la sostenibilità del sistema energetico.

Negli ultimi 30 anni la percentuale di domanda energetica globale coperta dalle fonti fossili è rimasta praticamente stabile: nello stesso periodo l’EU ha tagliato le proprie emissioni riducendo la propria quota al 7% delle emissioni globali, che nello stesso periodo sono però aumentate del 65%.

Data la natura finita delle risorse fossili ed il loro impatto sull’ambiente, originato non solo dai gas serra ma anche dagli inquinanti generati dalla loro combustione, la transizione verso soluzioni alternative è una finalità importante, in particolare per l’UE, che importa circa l’80% del gas ed oltre il 90% del petrolio per coprire il proprio fabbisogno.

Il rapporto Draghi ha evidenziato gli impatti economici ed industriali negativi delle attuali politiche di transizione energetica europea, comprese le considerazioni relative all’aumento dei costi energetici ed alle dipendenze dalla catena di approvvigionamento.

Sebbene le tecnologie VRES (FV ed eolico in primis) contribuiscano alla transizione energetica, aumentare la loro quota pone sfide significative e richiede di affrontare i seguenti punti:

  • Stabilità della rete elettrica: finché non saranno disponibili sistemi di accumulo di energia efficienti, scalabili e convenienti, l’ampia diffusione delle VRES richiederà il mantenimento di una rete bilanciata attraverso fonti dispacciabili. Queste fonti devono essere in grado di soddisfare l’intera domanda di energia, principalmente sotto forma di centrali elettriche a gas, grazie alla loro flessibilità. Queste soluzioni di backup emettono inevitabilmente gas serra. L’elevata penetrazione delle VRES potrebbe quindi essere ostacolata sia dai costi di sistema che dagli obiettivi di decarbonizzazione sempre più ambiziosi.
  • La tecnologia CCS rende la produzione di energia meno efficiente, più costosa e ostacola la competitività dell’UE. Inizialmente considerata un “ponte” verso un’economia a zero emissioni di carbonio, dopo oltre 15 anni di ricerca e sviluppo la mancanza di progressi la rende una tecnologia inadatta al raggiungimento dell’obiettivo prefissato.
  • Combinando l’efficienza complessiva della produzione di idrogeno da VRES, si evidenziano le enormi sfide in termini di scala e costi nell’integrazione nei sistemi energetici, mettendo in discussione la fattibilità di un impiego su larga scala dell’Idrogeno.
  • Le materie prime essenziali e le terre rare, attualmente necessarie per la transizione energetica e lo sviluppo industriale pulito, stanno diventando elementi essenziali della nostra attuale strategia energetica.

Politiche energetiche efficaci devono bilanciare tre fattori chiave: sicurezza e affidabilità dell’approvvigionamento energetico, bassi costi energetici per le famiglie e l’industria, impatto minimo dei sistemi energetici sugli ecosistemi locali e globali.

La ricerca e sviluppo in tecnologie di accumulo di energia, reti intelligenti ed efficienza energetica sono fondamentali per la competitività a lungo termine. Investire in un’ampia gamma di soluzioni energetiche, dal nucleare alle rinnovabili, può promuovere la leadership tecnologica e contribuire alla transizione energetica globale. Sviluppando soluzioni energetiche scalabili ed economiche, insieme a politiche di riciclo e sostenibilità, l’UE può sostenere lo sviluppo sostenibile rafforzando al contempo la propria resilienza economica.

Fornire informazioni sui temi energetici basate su fatti può contribuire a migliorare la comprensione pubblica e facilitare un processo decisionale consapevole, creando una società ben informata, in grado di impegnarsi in discussioni costruttive sulle politiche energetiche.

Considerando un approccio equilibrato che integri diverse soluzioni energetiche, progressi tecnologici e sostenibilità economica, l’UE può sviluppare una strategia energetica, elemento fondamentale di una strategia globale, attualmente mancante, che sostenga la prosperità a lungo termine, affermando al contempo il suo impegno verso la responsabilità ambientale.

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