
La meteorologia si configura come una scienza profondamente articolata, probabilmente tra le discipline più impervie in assoluto poiché risulta governata da un’infinità di variabili che, intrecciandosi tra loro, possono generare una moltitudine di esiti differenti.
Quando l’alta pressione semplifica il lavoro dei meteorologi
Identificare con precisione assoluta l’evoluzione del tempo da qui a una settimana rimane un’impresa ardua, a meno che non si stia analizzando uno scenario tipico del periodo estivo o, in ogni caso, la stabilità garantita dall’alta pressione. Questo specifico contesto rappresenta, forse, l’unica fase meteo climatica che risulta agevole da anticipare, infatti, su tale aspetto anche i modelli previsionali più avanzati difficilmente incappano in imprecisioni grossolane.
La sfida delle ondate di freddo e del maltempo
Il discorso cambia radicalmente quando l’obiettivo è tracciare le traiettorie delle perturbazioni, o peggio ancora, quando è necessario inquadrare un’imminente ondata di freddo. In simili frangenti, diventa veramente complesso costruirsi una visione nitida di eventuali fenomeni in un arco temporale che superi i tre giorni. Al contrario, la storia recente insegna che sono capitati errori nelle proiezioni persino con un anticipo di sole ventiquattro ore.
Il meteorologo non è un mago ma un interprete dei dati
Inevitabilmente, se l’evoluzione atmosferica non rispecchia le attese, si innesca la consueta ricerca di un responsabile. Spesso e volentieri il dito viene puntato contro chi elabora i bollettini o chi delinea le linee di tendenza, mentre ci si dovrebbe rammentare che tali professionisti non fanno altro che tentare di decodificare quanto mostrato dai software di simulazione e dalle diverse mappe meteorologiche.
Accettare l’incertezza per migliorare le probabilità
Qualora si manifesti un abbaglio, la motivazione risiede nell’estrema volatilità modellistica, un elemento imprescindibile del quale non si può fare a meno. Risulta impossibile eliminare totalmente l’incertezza, poiché il margine di imprecisione persisterà in ogni occasione, tuttavia, si può cercare di limitarlo affinché le percentuali di affidabilità delle proiezioni aumentino in modo esponenziale.
Il ruolo del Mare Mediterraneo nel complicare i calcoli
Senza dimenticare, poi, che l’Italia si trova immersa nel Mare Mediterraneo, un bacino che contribuisce costantemente ad accrescere le difficoltà di analisi per tutta una serie di ragioni tecniche che, eventualmente, meriterebbero un approfondimento dedicato. Resta il fatto che, quando il responso del cielo non collima con le aspettative, non si dovrebbe andare a caccia di un colpevole, ma bisognerebbe semplicemente accettare la realtà dei fatti.
Crediti
- ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
- NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration
- Met Office – United Kingdom National Weather Service
- WMO – World Meteorological Organization
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