
Le mappe del modello ECMWF non lasciano molti dubbi, l’Anticiclone Africano torna a espandersi sul Mediterraneo tra la fine di luglio e i primi giorni di agosto, con temperature bollenti, afa opprimente e il rischio concreto di temporali violenti al nord.
Poche storie, l’estate 2026 non ha alcuna intenzione di mollare. Anzi. Dopo una breve tregua regalata dal transito di aria più fresca, le mappe tornano a tingersi di arancione e rosso, e il messaggio è limpido: il grande caldo sta soltanto prendendo la rincorsa. Molti la paragoneranno al 2003, però niente si ripete davvero. Dal 2003 a oggi le temperature globali sono cresciute, complice il Riscaldamento Globale, e quello che stiamo vivendo è semmai un mix, un susseguirsi di ondate di calore spezzate da rapide bolle d’aria fresca. Sarà l’ondata più forte della stagione? Non facciamo terrorismo, andiamo per gradi.
L’Anticiclone Africano torna a imporsi sull’Italia
Tutti i principali run del modello europeo convergono su uno scenario ormai familiare, quello di una progressiva risalita dell’alta pressione subtropicale dal continente africano verso il bacino centrale del Mediterraneo. Se le proiezioni verranno confermate, e i segnali appaiono robusti, il caldo tornerà a farsi sentire su gran parte della Penisola già dagli ultimissimi giorni di luglio, indicativamente a partire da martedì 29 luglio. Un aumento graduale all’inizio. Poi, in un attimo, quasi brutale. È il nuovo assalto dell’aria rovente atteso proprio a cavallo del cambio di mese, con un promontorio capace di spingersi verso latitudini insolitamente settentrionali.
Fino a che punto salirà la colonnina di mercurio
Con il consolidarsi del dominio anticiclonico la colonnina di mercurio è destinata a impennarsi. Le massime potrebbero superare diffusamente valori compresi tra i 36 e i 38°C sulle pianure del nord, sulle regioni del centro e del sud e sulle due Isole Maggiori. Nelle aree interne di Sardegna e Sicilia, e in alcune zone del sud, non si escludono punte tra i 40 e i 42°C. Dalle pianure attorno a Milano e Torino, passando per Roma, fino all’entroterra di Cagliari e Palermo, il quadro si annuncia rovente quasi ovunque. Ma stavolta il vero nemico porta un altro nome, l’afa. Il Mediterraneo è ormai caldissimo, in ampie aree oltrepassa i 30°C, temperature da zona tropicale, e continua a rilasciare enormi quantità di vapore acqueo in atmosfera. Volete capire fin dove possono spingersi davvero le massime? I margini di crescita, purtroppo, ci sono tutti.
Perché stavolta conviene restare sull’attenti
Non è soltanto questione di picchi. Questa quarta ondata di calore preoccupa soprattutto per due motivi, l’estensione geografica e la possibile durata. Se l’Anticiclone Africano dovesse piantare le radici sul Mediterraneo per diversi giorni, il caldo intenso rischia di accompagnarci per buona parte della prima decade di agosto. Inutile girarci intorno, di pioggia non se ne parla. E poi ci sono loro, le notti tropicali, con minime che faticano a scendere sotto i 20°C. Senza vento, senza rimescolamento, il corpo non trova sollievo nemmeno dopo il tramonto. Le proiezioni sino a 46 giorni del centro meteo europeo parlano chiaro, persistenza dell’alta pressione africana e poco refrigerio, forse un timido cenno di calo sulla regione alpina verso l’8 agosto. Il modello americano, più dinamico come sempre, resta comunque sopra la media per tutta la prima decade. Quando l’aria tornerà finalmente respirabile, insomma, è la domanda da un milione di euro.
Quando l’anticiclone mostra la crepa: temporali e downburst
Eppure il dominio dell’anticiclone non sarà mai del tutto assoluto. Ecco il punto. L’enorme energia accumulata nei bassi strati, alimentata da mari bollenti, basta un nulla a innescarla. Quando in quota scivola aria appena più fresca, soprattutto sulle regioni settentrionali e lungo l’arco alpino, il finimondo è dietro l’angolo. Non parliamo di perturbazioni autunnali, sia chiaro, bensì di fronti di instabilità capaci di scaricare fenomeni più diffusi, organizzati e, allo stesso tempo, molto intensi. Scavalcato l’arco alpino, l’aria instabile si tuffa sulla Pianura Padana, che nel frattempo resta calda persino di notte, e trova terreno fertile per supercelle, colpi di vento e grandinate. È lì che nascono i downburst, raffiche discendenti improvvise e taglienti, ben diverse dal solito refolo di maestrale o di scirocco, in grado di scoperchiare tetti di case e capannoni, abbattere pannelli stradali, sradicare alberi e spezzare rami. Chi volesse capire come nascono davvero le supercelle troverà pane per i suoi denti.
Grandine grossa, il fenomeno che fa più paura
Poi c’è il capitolo grandine, tutt’altro che trascurabile. Un nubifragio, se di modesta intensità, alla fine crea pochi guai. Una grandinata no. In piena estate i chicchi possono diventare enormi, abbiamo visto diametri fino a 10 centimetri sulle regioni settentrionali e, addirittura, fino a 15 centimetri sull’Abruzzo. Proprio in queste ore continuano ad arrivare fotografie e video, e persino un temporale all’apparenza innocuo alla foce del Po ha scaricato grandine in maniera esagerata. Il fronte in transito agirà soprattutto sul nord, in un contesto termico meno estremo rispetto ai giorni scorsi, ma guai ad abbassare la guardia. Sul centro e su parte del sud, con la Campania in prima fila, i fenomeni potrebbero comunque risultare violenti, con qualche sconfinamento fino alla Sardegna e, sporadicamente, verso la Sicilia. I mari forniscono carburante a dismisura, ed è per questo che i temporali possono diventare così feroci. Del resto il rischio di grandine grossa sulla Val Padana è ormai una costante di queste estati.
Vacanze nel forno, e il consiglio che vale davvero
Chi ha in programma di partire farebbe bene a leggere con attenzione. Che siate diretti in Italia, in Spagna, in Grecia o lungo le coste adriatiche, comprese quelle estere della ex Jugoslavia e dell’Albania, il copione sarà pressoché lo stesso, calura notevolissima e afa opprimente. Un consiglio spassionato? Scegliete sistemazioni dove ci sia un climatizzatore a disposizione. La vacanza dovrebbe rigenerarci, non spremerci, e con temperature così elevate il rischio è tornare a casa in condizioni psicofisiche peggiori di come si è partiti. E occhio, ancora, alla grandine, soprattutto se viaggiate verso il centro e il sud con l’auto nuova fiammante. Se non avete una polizza che copra i danni da eventi atmosferici, valutatela seriamente, quest’estate conviene davvero. E no, non ci guadagno nulla a dirvelo.
Credit
- ECMWF
- Copernicus Climate Change Service
- World Meteorological Organization
- NOAA National Centers for Environmental Information
- NOAA National Severe Storms Laboratory
Agosto riapre il forno: il caldo africano punta ai record, poi supercelle e grandine