Estate 2026 – un nuovo massimo in una sequenza di estati sempre più calde

In copertina la carta del numero di giorni in cui si è superata la soglia dei 35°C durante Agosto 2026. Nelle zone dell’entroterra di Sicilia, Sardegna, Puglia e Basilicata tale soglia è stata superata per tutto il mese o quasi (28-31 giorni).  

 

di Simone Parisi

 

L’analisi proposta ai lettori prende in esame l’evoluzione delle temperature massime giornaliere in Italia dal 1981 al 2026 (31 Agosto) con particolare attenzione alla frequenza e all’estensione territoriale dei superamenti delle soglie di 33 °C e 35 °C. Per il periodo 1981-2024 sono state utilizzate le griglie giornaliere di temperatura massima rese disponibili da ISPRA attraverso il sistema SCIA, ottenute mediante interpolazione dei dati osservati e rese disponibili in formato raster. (SCIA-ISPRA, 2026)
Ai fini di questa elaborazione, i raster sono stati riportati alla risoluzione spaziale di 1 km, introducendo una correzione altimetrica basata sul DEM (Digital Elevation Model). In particolare, l’adattamento della temperatura alla quota è stato effettuato in modo dinamico, così da tenere conto della relazione tra temperatura ed elevazione e migliorare la rappresentazione dei gradienti termici nei territori caratterizzati da forte variabilità orografica. (Karger et al., 2023; Sheridan, 2010). Per gli anni 2025 e 2026 sono stati invece utilizzati i raster di temperatura della Piattaforma Radar-DPC del Dipartimento della Protezione Civile, derivati dai dati della rete nazionale di stazioni termometriche e sottoposti a elaborazione e interpolazione per produrre una distribuzione continua della temperatura sul territorio. (DPC – Piattaforma Radar).

Figura 1 –  Andamento annuale dei superamenti delle soglie di temperatura massima. Percentuale media giornaliera annua di territorio con temperatura massima superiore a 33 °C e 35 °C nel periodo 1981-2026. Il grafico evidenzia l’aumento della frequenza e dell’estensione dei superamenti negli anni più recenti, con il 2003 come primo episodio eccezionale e con valori particolarmente elevati nel periodo 2022-2026.

I risultati mostrano come il 2026 si collochi ai vertici dell’intera serie analizzata. La percentuale media giornaliera di territorio interessato da temperature massime superiori a 33 °C supera il 10%, mentre per la soglia di 35 °C il valore si avvicina al 6%. Più che il singolo dato annuale, tuttavia, è l’evoluzione temporale a fornire l’indicazione più significativa.
Negli anni Ottanta e Novanta i superamenti delle due soglie risultano generalmente contenuti e le estati “eccezionalmente calde” sono relativamente isolate. Il 2003 costituisce la prima grande discontinuità della serie: quell’estate, rimasta nella memoria collettiva per l’eccezionalità del caldo europeo, mostra valori nettamente superiori a quelli degli anni immediatamente precedenti. Per lungo tempo il 2003 ha rappresentato quindi il principale termine di paragone per le estati estreme.
Negli anni successivi, però, il quadro cambia gradualmente. A partire dagli anni Duemila e soprattutto nell’ultimo decennio, le annate caratterizzate da un’elevata diffusione delle temperature sopra soglia diventano molto più frequenti. Il fenomeno appare particolarmente evidente negli ultimi cinque anni, con le estati del 2022, 2023, 2024, 2025 e 2026 che presentano, pur con intensità differenti, valori sistematicamente elevati. Il 2003, quindi, emerge come una grande anomalia rispetto al clima dei decenni precedenti, mentre negli anni più recenti condizioni che un tempo apparivano eccezionali tendono a ripresentarsi a distanza sempre più ravvicinata.

Figura 2 – Distribuzione stagionale dei superamenti di Tmax > 33 °C. Distribuzione giornaliera, da aprile a ottobre, della percentuale di territorio interessata da temperature massime superiori a 33 °C per ciascun anno del periodo 1981-2026. La scala cromatica rappresenta la quota di pixel sopra soglia e mette in evidenza la maggiore ricorrenza e diffusione degli episodi caldi negli anni più recenti, soprattutto tra giugno e agosto.

 

Figura 3 – Distribuzione stagionale dei superamenti di Tmax > 35 °C. Distribuzione giornaliera, da aprile a ottobre, della percentuale di territorio interessata da temperature massime superiori a 35 °C nel periodo 1981-2026. Il grafico mostra come gli episodi di caldo più intenso, un tempo più sporadici, risultino più frequenti e territorialmente estesi soprattutto nell’ultimo decennio e nelle estati più recenti.

Anche la distribuzione dei superamenti tra aprile e ottobre conferma questa evoluzione (figure 2 e 3). Nei primi decenni della serie i valori più elevati risultano prevalentemente concentrati nelle settimane centrali di luglio e agosto; negli anni recenti le aree interessate si ampliano e gli episodi compaiono con maggiore frequenza anche tra giugno e la prima parte di settembre. Nel 2026 il segnale è particolarmente evidente per entrambe le soglie, con numerose giornate nelle quali una quota rilevante del territorio italiano registra temperature massime superiori a 33 °C e, in diversi casi, a 35 °C.
Nel complesso, la serie 1981-2026 descrive quindi un cambiamento molto netto: da un regime caratterizzato prevalentemente da singole estati eccezionali, di cui il 2003 rappresenta il caso più emblematico, si sta passando a una fase nella quale estati molto calde si susseguono con frequenza crescente. Il 2026 costituisce, nei dati analizzati, il punto più elevato di questa recente evoluzione.

Bibliografia
SCIA – Dati climatici ISPRA – https://scia.isprambiente.it/dati/
Piattaforma Radar-DPC – https://mappe.protezionecivile.gov.it/it/mappe-e-dashboard-rischi/piattaforma-radar
Karger, D.N. et al. (2023).CHELSA-W5E5: daily 1 km meteorological forcing data for climate impact studies. Earth System Science Data, 15, 2445–2464.
Sheridan, P. (2010). A simple height-based correction for temperature downscaling in complex terrain. Meteorological Applications, 17, 329–339.

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