
La situazione nella capitale indiana è andata peggiorando già la scorsa settimana, quando una densissima cappa di smog ha cominciato a ridurre la visibilità ma soprattutto a rendere l’aria irrespirabile. Le autorità locali hanno disposto la chiusura delle scuole venerdì scorso, nella speranza che la situazione migliorasse. Ma non è andata così. Anzi, da lunedì le concentrazioni di PM10 e PM2,5 sono ulteriormente aumentate, tanto che la chiusura delle scuole è stata prolungata per tutta la settimana. Non solo, anche metà dei dipendenti pubblici sono stati messi in smart working e lasciati a lavorare da casa, per cercare di non incrementare la concentrazione di particolato fine con il traffico automobilistico. Ai residenti è stato inoltre raccomandato di tenere le finestre chiuse, di limitare il più possibile di uscire di casa e farlo solo in caso di necessità, con l’ausilio di una mascherina.


E’ consuetudine che a novembre lo smog aumenti notevolmente a Nuova Delhi, ma quest’anno la situazione è ancora più preoccupante. Ad aggravarla si è messa anche l’attività agricola nei non lontani stati di Haryana e Punjab, dove vengono bruciati gli scarti delle coltivazioni, con il fumo generatosi che si è poi propagato verso sud raggiungendo la capitale.

