
Prosegue il gran caldo sul Giappone. Dopo un mese di giugno rovente – il più caldo dal 1898, secondo l’Agenzia Meteorologica Nipponica, con anomalie di +2,34°C rispetto alla media 1991-2020 – negli ultimi giorni le temperature hanno superato ampiamente i 35°C in numerose aree del Paese, toccando in alcuni casi punte prossime ai 39°C.
Se il caldo si è fatto sentire un po’ su tutto il Paese, i picchi massimi hanno interessato soprattutto le prefetture di Saitama, Gunma, Gifu e Yamanashi, dove l’Agenzia Meteorologica Giapponese ha emesso ripetute allerte per rischio colpi di calore. A Tokyo si sono registrati picchi di 36-37°C, con tassi di umidità tali da far percepire temperature superiori ai 40°C.
Numerosi i disagi. Nella scorsa settimana sono state oltre 10.000 le persone ricoverate per malori legati alle temperature elevate, con picchi di 1.200 casi nella sola giornata di ieri, martedì. È cresciuta nel frattempo la domanda di corrente, tanto che i responsabili delle compagnie elettriche hanno invitato i cittadini a un uso responsabile dell’aria condizionata nelle fasce orarie di picco.
L’intensità dell’ondata di calore è legata alla persistente presenza dell’anticiclone del Pacifico, rafforzato da masse d’aria calda provenienti dal sud della Cina. Questo pattern meteorologico, tipico dei mesi estivi in Giappone, si è però intensificato in modo anomalo, portando condizioni estreme già dai primi giorni di luglio.
Le previsioni per i prossimi giorni non lasciano spazio a un rapido sollievo. L’anticiclone resterà ben saldo almeno fino a metà della prossima settimana, con temperature che continueranno a mantenersi su valori ben oltre le medie stagionali.
Ricordiamo che l’estate giapponese, da sempre caratterizzata da caldo intenso e alti tassi di umidità, sembra dunque alzare ancora l’asticella, confermando una tendenza ormai consolidata legata al cambiamento climatico globale.