Gennaio 2026: la neve non si farà attendere, ecco quando aumenta davvero la probabilità

L’inverno, finora, ha mostrato più promesse che risultati concreti. Dopo un avvio anticipato a fine Novembre, le settimane successive hanno regalato poche emozioni, con il freddo rimasto spesso lontano dall’Italia. Ora però qualcosa inizia a muoversi sullo scacchiere europeo. Non ancora nel modo decisivo, ma il segnale c’è.

In questa fase finale di Dicembre assisteremo alle prime manovre gelide sul continente, anche se il nostro Paese resterà in gran parte ai margini.

 

Freddo russo in movimento, ma Italia defilata

Un impulso di aria molto fredda di origine russa è previsto scorrere con moto retrogrado alle medie latitudini europee. Una dinamica favorita dal rafforzamento dell’anticiclone sulla Scandinavia, che funge da perno per lo spostamento delle masse d’aria continentali verso ovest.

Una piccola parte di questo freddo riuscirà a interessare il Nord Italia tra la Vigilia e il Natale, ma senza la struttura necessaria per un vero cambio di passo. Il nucleo più rigido resterà infatti oltralpe. Tradotto: niente neve in grande stile in Pianura Padana e nessun freddo persistente in grado di preparare il terreno a successivi eventi nevosi.

 

Fine anno più stabile e anticiclonico

Dopo Natale e Santo Stefano, le proiezioni indicano una probabile chiusura della porta a ingressi freddi più incisivi. Lo scenario di fine anno appare orientato verso una nuova fase anticiclonica, con temperature più alte e circolazione poco favorevole a episodi invernali degni di nota.

Va detto però che la previsione resta incerta. In prossimità di Capodanno le soluzioni modellistiche mostrano ancora una discreta variabilità, segno che l’atmosfera non ha ancora trovato un assetto definitivo.

 

Svolta più probabile a inizio Gennaio

Il discorso cambia guardando oltre. I segnali più interessanti emergono da inizio Gennaio, quando le probabilità di una svolta invernale più severa aumentano in modo sensibile. Non è un dettaglio secondario il fatto che il Vortice Polare mostri segni di debolezza.

Un Vortice Polare disturbato favorisce gli scambi meridiani e rende più probabili le discese di aria gelida verso le medie latitudini. In altre parole, crea le condizioni ideali per irruzioni fredde capaci di incidere anche sul Mediterraneo.

 

Neve in pianura: finestra tra Capodanno ed Epifania

Tra Capodanno e Epifania, l’Italia potrebbe trovarsi in una zona di confluenza tra masse d’aria diverse. Una configurazione spesso produttiva dal punto di vista delle precipitazioni. In questo contesto, le regioni settentrionali risultano le più esposte alla possibilità di neve in pianura, a patto che il freddo riesca a consolidarsi nei bassi strati.

Qui entra in gioco il classico fattore decisivo: il cuscinetto freddo. Senza di quello, anche con precipitazioni presenti, la neve fatica a raggiungere il suolo. Ma se l’aria fredda dovesse stagnare a lungo, lo scenario potrebbe cambiare rapidamente.

 

Un inverno che può ancora dire la sua

Certo, solo i più ottimisti sognano un inverno memorabile. Ma sarebbe già significativo assistere a una stagione normale, dopo anni spesso dominati da anomalie miti. E le proiezioni dei modelli iniziano a insistere su un inizio 2026 dal sapore più invernale, con possibili sorprese bianche.

Nulla è scritto. Ma il periodo statisticamente più favorevole per la prima neve in pianura del 2026 sembra collocarsi tra la prima e la seconda settimana di Gennaio. È lì che l’inverno potrebbe finalmente giocare le sue carte migliori.

 

Crediti: Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio Termine (ECMWF), Global Forecast System (GFS)

Gennaio 2026: la neve non si farà attendere, ecco quando aumenta davvero la probabilità