
Ogni inverno, puntuale, torna al centro dell’attenzione un concetto chiave della meteorologia emisferica: il Riscaldamento Stratosferico Improvviso. È uno di quei fenomeni capaci, almeno in teoria, di cambiare il volto della stagione fredda. Ma cosa significa davvero? E soprattutto, quali sono le reali possibilità che possa incidere sul meteo di Gennaio in Italia?
Il fenomeno nasce nella Stratosfera
Il Riscaldamento Stratosferico Improvviso, spesso indicato come Stratwarming, si sviluppa nella Stratosfera, tra circa 10 e 50 chilometri di quota. In questa fascia dell’atmosfera, in determinate circostanze, si verifica un aumento rapidissimo delle temperature, anche di 40°C, 50°C o più nel giro di pochi giorni. Un’anomalia energetica di grande portata.
Questo surplus di calore agisce direttamente sul Vortice Polare, la vasta circolazione di aria gelida che ruota attorno al Polo Nord. Finché il vortice resta compatto e ben strutturato, il freddo rimane confinato alle alte latitudini e le medie latitudini, compresa l’Italia, restano esposte a correnti più miti di origine oceanica.
Quando il Vortice Polare si indebolisce
La situazione cambia quando lo Stratwarming riesce a disturbare il Vortice Polare. In questi casi, la circolazione può rallentare, deformarsi o addirittura invertire il verso dei venti, che iniziano a soffiare da est verso ovest. È una condizione fondamentale per permettere alle masse d’aria gelida continentale di spingersi verso l’Europa.
Ed è qui che nasce l’aspettativa di ondate di freddo intense, spesso associate a irruzioni da nord-est. Tuttavia, l’esistenza del fenomeno non garantisce automaticamente effetti diretti sul nostro Paese.
SSW intensi, ma Italia spesso ai margini
La storia recente insegna che anche Stratwarming molto forti possono avere impatti limitati sull’Italia. In diverse occasioni il gelo si è concentrato sui Balcani o sull’Europa orientale, lasciando il Mediterraneo centrale solo sfiorato. Il caso di Febbraio 2023 è emblematico: freddo severo a est, conseguenze modeste sul territorio italiano.
Il motivo è legato alla difficoltà del disturbo stratosferico nel propagarsi efficacemente verso la bassa atmosfera, dove si giocano le sorti del tempo quotidiano.
Il ruolo decisivo della NAO
A fare la differenza entra in scena la NAO, l’Oscillazione Nord Atlantica. Quando uno Stratwarming riesce a trasmettersi fino alla troposfera, la NAO tende a portarsi su valori negativi. Questo favorisce la formazione di un blocco anticiclonico sull’Atlantico, che devia le correnti e costringe l’aria fredda a scendere verso l’Europa centrale e il Mediterraneo.
È questo assetto che può trasformare un semplice raffreddamento in un evento invernale rilevante, soprattutto se il freddo continentale entra in contatto con aria più umida di origine atlantica o mediterranea.
Neve e gelo: un equilibrio delicato
L’incontro tra aria gelida secca e correnti umide rappresenta la combinazione ideale per nevicate intense. Ma l’equilibrio è fragile. Una variazione minima di temperatura o di tempistica può cambiare radicalmente l’esito dei fenomeni, trasformando la neve in pioggia.
L’ondata di gelo del Febbraio 2012 resta un riferimento storico: uno Stratwarming ben strutturato portò a uno dei periodi più freddi degli ultimi decenni in Italia, con effetti diffusi e persistenti.
Il paradosso del clima attuale
In un contesto di Riscaldamento Globale, la presenza di episodi di gelo intenso può sembrare contraddittoria. In realtà, un Artico più caldo riduce il gradiente termico tra Polo ed Equatore, rendendo il Vortice Polare più vulnerabile. Il risultato è un inverno meno continuo, fatto di lunghe fasi miti intervallate da ondate fredde brevi ma incisive.
Non esistono più, con la stessa frequenza, periodi prolungati sotto media. Esistono però irruzioni rapide e talvolta molto intense, capaci di lasciare il segno.
Gennaio resta il mese chiave
Guardando a Gennaio, le possibilità di effetti legati a uno Stratwarming esistono, ma restano tali. Non certezze. La differenza la faranno la risposta del Vortice Polare, l’evoluzione della NAO e il posizionamento delle grandi figure bariche europee.
L’inverno, quindi, non è affatto chiuso. Ma per capire se il Riscaldamento Stratosferico Improvviso potrà davvero incidere sul meteo italiano serviranno ancora conferme nei prossimi aggiornamenti.
Crediti: Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio Termine (ECMWF), Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), Copernicus Climate Change Service (C3S), Met Office, Nature Geoscience, ScienceDirect