
Una potente tempesta invernale sta interessando da giorni gran parte degli Stati Uniti, causando gravi disagi e un pesante bilancio di vittime, che al momento salgono a 30. Nel frattempo neve, ghiaccio e gelo intenso stanno mettendo sotto pressione trasporti, infrastrutture e servizi essenziali su un’area vastissima del Paese.
Il maltempo si estende dagli Stati del Golfo fino al Nord-Est, con strade impraticabili. Il traffico aereo è stato duramente colpito: decine di migliaia di voli sono stati cancellati o ritardati, soprattutto nei principali aeroporti della East Coast e del Midwest. Critica anche la situazione energetica, con oltre un milione di utenze rimaste senza elettricità nei momenti più difficili, in particolare tra Tennessee, Mississippi e Louisiana, dove il gelicidio ha abbattuto alberi e linee elettriche.

Le temperature hanno raggiunto valori eccezionali nel Midwest settentrionale: tra Wisconsin e Minnesota si sono misurate minime inferiori ai −30 °C, mentre al Nord-Est si sono registrate nevicate molto abbondanti, con accumuli superiori ai 40-50 cm in diverse aree tra Massachusetts e Pennsylvania e una nevicata rilevante anche su New York.



Anche il Canada è stato duramente colpito dalla tempesta. Toronto e il sud dell’Ontario hanno registrato nevicate eccezionali: in città e nei sobborghi circostanti sono caduti fino a 60 cm di neve, con punte di quasi mezzo metro in sole sei ore. All’aeroporto internazionale di Toronto Pearson sono stati rilevati 46 cm in un solo giorno, il massimo accumulo giornaliero mai registrato nella storia locale, mentre il totale di gennaio 2026 ha superato 88 cm, record mensile dal 1937. Le scuole sono rimaste chiuse, il traffico e il trasporto pubblico hanno subito gravi disagi, e le autorità hanno dovuto attivare misure straordinarie di sgombero neve e gestione delle emergenze per garantire sicurezza e viabilità.


L’emergenza è destinata a proseguire. Le proiezioni indicano che l’aria artica continuerà a dominare ancora per giorni e potrebbe spingersi ulteriormente verso sud a inizio febbraio, fino al Golfo del Messico, sfiorando Cuba. Anche la Florida rischia un coinvolgimento diretto: temperature sotto lo zero sono attese non solo nel settore settentrionale ma localmente anche in quello meridionale, con la possibilità di neve a quote molto basse. Emblematico il dato previsto su Orlando, dove le minime potrebbero scendere fino a −4 °C, un valore eccezionale per la regione. A Miami il 1° febbraio sono attese minime di +1°C, a fronte di una media dei valori minimi che in questo periodo dell’anno oscilla intorno a +15°C.
