Questa rubrica è a cura di Flavio ——————————————————–
Analisi sinottica
Il quadrante europeo è dominato da due figure depressionarie: la prima centrata a nord della Scozia, la seconda sulla Russia europea. Tra le due figure si interpone uno stretto ponte anticiclonico che mette in comunicazione una cellula artica centrata sul Mare di Kara con un promontorio anticiclonico nordafricano sulla penisola iberica (Fig.1).
L’ondulazione atlantica associata al vortice “scozzese” non riuscirà ad avanzare franca sul Mediterraneo per l’opposizione offerta dal promontorio nordafricano in quota, ed evolverà in un’area di divergenza dal flusso principale in prossimità dell’Algeria. Il promontorio mediterraneo evolverà invece in senso zonale in direzione del Mediterraneo orientale andando a costituire un blocco molto forte in senso meridiano esteso dall’Egitto all’artico russo dove nel frattempo si sarà consolidata una cellula termica per lo spostamento verso levante dell’attuale cellula artico-scandinava.
In conseguenza della costituzione del blocco anticiclonico citato, la successiva ondulazione atlantica avanzerà in modo più deciso in direzione del Mediterraneo sul finire del periodo, con associato generale peggioramento delle condizioni atmosferiche sulla penisola italiana.
La persistenza di cellule termiche alle alte latitudini, con associate retrogressioni e interferenze con il flusso zonale atlantico continua a caratterizzare la situazione sinottica sull’Europa. La complessità dell’interazione tra le figure in questione rende molto difficile (e altrettanto inattendibile) l’esercizio di fare previsioni a lungo termine.
Resta il fatto che la configurazione sinottica dell’inverno in corso è molto diversa da quelle che hanno caratterizzato gli inverni degli ultimi anni: favorisce l’intrusione di aria molto fredda dai quadranti orientali, l’interazione della stessa con aria più umida di estrazione mediterranea o atlantica e quindi la persistenza di temperature piuttosto basse e la possibilità di nevicate sui rilievi anche a quote basse o pianeggianti. In questo contesto generale le previsioni a lungo termine hanno più che mai il senso di una tendenza statistica, e per previsioni puntuali l’orizzonte dovrà essere giocoforza a breve-medio termine.
La settimana sarà comunque caratterizzata da prevalenza di tempo asciutto e un progressivo addolcimento delle temperature per intervento di correnti meridionali, con un peggioramento più marcato ad iniziare da Nordovest, Toscana e Sardegna sul finire della settimana, con nuove piogge e nevicate sui rilievi.
Consigli per il Rescue Team
Anche questa settimana, immancabile, è arrivato il “fa molto freddo perché fa troppo caldo”. Dove sia stato declamato, e da quale esperto, importa poco (si trattava comunque di una edizione serale di un TG). Ma questa affermazione, alla quale siamo tristemente abituati ormai da molto tempo, quest’anno se possibile appare ancora più temeraria.
- Per una questione sofistica, prima di tutto: infatti, gli stessi che dicono << Ah! Quest’anno fa freddo “come una volta”! >>, prima ci spiegano che questo freddo non è poi così anomalo perché prima accadeva spesso (sacrosanto). Poi però aggiungono che è un freddo anomalo perché oggi fa freddo solo perché il Pianeta è più caldo. Quindi in realtà non è anormalmente freddo, ma solo normalmente freddo perché a livello globale è anormalmente caldo. Chiaro, vero?
- Gli stessi esperti che per lustri hanno speso fiumi di lacrime perché l’anticiclone russo “era sparito”, oggi scalano gli specchi a mani nude spiegandoci che fa freddo perché “il getto si è afflosciato per l’Artico caldo”. Ignorando che quest’anno, a differenza di tanti inverni passati, la cellula termica russa appare invece in ottima forma, e desiderosa di riallacciare i rapporti con l’Europa (che rimane…molto fredda sul tema). Che in presenza di blocchi anticiclonici termici alle alte latitudini il getto venga disturbato o comunque costretto a correre a latitudini inferiori, dovrebbe essere considerato perfettamente normale, non espressione di anomalia.
- Quindi riepilogando: ieri faceva caldo perché “non c’era l’anticiclone russo”, ma oggi che l’anticiclone russo è tornato e fa freddo, allora “fa freddo perché fa caldo sull’Artico”. Ieri faceva freddo perché c’era meno caldo, oggi fa freddo (ma non troppo) perché fa più caldo e dell’anticiclone russo chissene…
Per quanto grottesco e per molti versi esilarante, questo tipo di discussioni sembra rendere plasticamente lo stato miserevole in cui sono precipitate le discussioni sul clima dopo decenni di scienza “a senso unico”. Non “a senso unico” perché animata da cattivi intenti. Ma semplicemente perché tutti gli studi sul clima da almeno 30 anni a questa parte sono stati finanziati nell’ottica di dimostrare (o comunque sulla base dell’assunto/assioma) che saremmo morti tutti di caldo, e che solo mirabolanti transizioni energetiche in stile “Gosplan sovietico 2.0 in salsa UE” ci avrebbero salvati.
Se gli ultimi giapponesi nella giungla continuano a declamare in TV o sui giornali spiegazioni originali quanto sgangherate che non solo non spiegano nulla, ma anzi contraddicono in modo risibile le stesse tesi di partenza, questo accade anche perché la politica forse non ha ancora capito che se si vuole invertire la rotta e promuovere investimenti utili in opere di mitigazione che creano benessere, sicurezza e occupazione, allora bisogna anche tornare a finanziare una ricerca sul clima che indaghi il tema a 360 gradi, e non ai 3 gradi che piacevano a Blackrock, come si è fatto fino a ieri. Tanto più che anche Blackrock e i suoi fratelli paiono aver cambiato idea sull’argomento.
Per adesso tocca tenersi i giapponesi, e magari farsi una risata davanti alle loro esibizioni di scalata su vetri unti cui sono costretti a cimentarsi. Per il resto, come facevano i nostri nonni, non resta che coprirsi di più, e cercare di contenere le spese in riscaldamento. Perché il freddo, come ci insegnavano proprio i nostri nonni, non promette tanto di salvarci dalla morte per caldo come vorrebbero i pifferai della “crisi climatica”, quanto piuttosto di regalarci, più semplicemente, malanni e bollette energetiche più care.
Con buona pace dei nostri giapponesi.
Previsioni per la settimana
Lunedì generali condizioni di tempo asciutto su tutte le regioni con ampie schiarite dopo i residui addensamenti mattutini su regioni ioniche e basso Adriatico. In serata aumenta la nuvolosità (in prevalenza nei bassi strati) su Levante Ligure e Toscana.
Temperature in sensibile diminuzione al Sud. Libeccio moderato sui bacini occidentali, ultimi rinforzi di tramontana su basso Adriatico e Ionio.
Martedì e Mercoledì cieli nuvolosi sulla Pianura Padana e Liguria, e schiarite anche ampie sulla regione alpina. Generalmente nuvoloso per addensamenti nei bassi strati anche sulle regioni centrali tirreniche, Campania e Sicilia meridionale. Generalmente sereno o poco nuvoloso sulle restanti regioni.
Temperature in aumento. Ventilazione in prevalenza debole o al più moderata dai quadranti meridionali.
Giovedì prevalenza di cieli nuvolosi per addensamenti nei bassi strati su regione padana, Liguria, regioni centrali tirreniche e schiarite anche ampie sui restanti settori.
Temperature stazionarie. Ventilazione moderata di scirocco.
Venerdì molte nubi al Nord, Toscana e Sardegna con precipitazioni sparse, nevose sui rilievi dalle quote medie. Generalmente da parzialmente nuvoloso a nuvoloso sulle altre regioni.
Temperature in aumento al Meridione. Ventilazione moderata di scirocco.
Sabato e Domenica molte nubi al Nord, Toscana, Sardegna con precipitazioni in ulteriore intensificazione, nevose sui rilievi dai 1200-1500 metri di quota. Sulle restanti regioni cieli generalmente nuvolosi ma in assenza di precipitazioni di rilievo (attendibilità al momento bassa).
Temperature generalmente stazionarie. Persiste ventilazione di scirocco su tutti i bacini.