Le Previsioni di CM – 26 Gennaio / 1 Febbraio 2026

Questa rubrica è a cura di Flavio  ——————————————————–

Analisi sinottica

La situazione sinottica sul quadrante europeo continua ad essere caratterizzata dalla persistenza di figure anticicloniche alle alte latitudini e da un flusso zonale piuttosto basso che dall’Atlantico muove verso il Mediterraneo senza soluzione di continuità. In particolare, una cellula termica sulla Groenlandia agisce in fase con un’altra cellula sul bacino centrale dell’Artico, mentre una terza cellula termica persiste sulla Russia. Più a sud, sul Mediterraneo permangono condizioni debolmente depressionarie mentre un nuovo vortice in uscita dal Labrador si approfondisce sull’Atlantico settentrionale. Si fa notare l’assenza pressoché totale di cellule dinamiche sul quadrante europeo (Fig.1).

La settimana sarà caratterizzata dalla persistenza del pattern già descritto, con prevalenza di cellule termiche a nord, e del flusso zonale più a sud. Alle latitudini superiori si osserverà il temporaneo arretramento verso est della cellula russa per effetto dell’azione di un nocciolo di aria molto fredda in movimento dal Mare di Kara in direzione della Siberia settentrionale.

Questo a sua volta favorirà il rafforzamento di una cellula termica sulla Scandinavia, che sul finire della settimana entrerà nuovamente in fase con la cellula Russa con associata avvezione di aria molto fredda in direzione dell’Est europeo. Più a sud il flusso principale si articolerà invece in nuovi sistemi depressionari che continueranno a fare ingresso nel Mediterraneo in assenza di ostacoli di sorta. Sul finire della settimana il quadro è ancora nebuloso per la difficoltà di prevedere l’interazione tra la nuova cellula russo-scandinava e l’ondulazione atlantica associata all’approfondimento di un vasto sistema depressionario centrato a ovest delle isole britanniche (Fig.2).

Con queste premesse la settimana sull’Italia sarà caratterizzata da nuvolosità diffusa e precipitazioni frequenti al Nord e sui versanti tirrenici, e da schiarite più ampie e tempo in generale più asciutto sui versanti adriatici e ionici. Non mancheranno nuovi apporti nevosi sulle Alpi e (a quote più elevate) anche sull’Appennino.

Consigli per il Rescue Team

Se c’è una cosa che colpisce nel seguire l’evoluzione sinottica degli ultimi mesi, e in particolare dall’estate ad oggi, è proprio il fatto che ci ritroviamo davanti a configurazioni sinottiche che il RT ha sempre dipinto come “dei bei tempi andati”.

Per molti anni infatti sui media abbiamo letto che “l’anticiclone delle Azzorre non c’è più”,  che “l’anticiclone russo è sparito”, che “le perturbazioni atlantiche non arrivano più”. E in questo contesto le rare irruzioni di aria artica venivano facilmente attribuite a teorie fantasiose e indimostrabili sul presunto “indebolimento del vortice polare”.

Quello che gli espertoni tirati in ballo dai media di turno non hanno mai fatto pubblicamente, è stato invece l’interrogarsi se esistessero dei cicli multidecennali, o in gergo più tecnico “multidecadali” (italianizzazione dell’inglese multidecadal) che spiegassero almeno in parte quelle presunte anomalie bariche di cui si è parlato negli ultimi…decenni.

Se non l’hanno fatto, è prima di tutto perché è stato artificiosamente creato una sorta di “optimum climatico mediatico” che vuole le perturbazioni atlantiche danzassero un tempo allegre alla volta del Mediterraneo nel semestre freddo (misteriosamente, senza mai provocare alluvioni) per poi scambiarsi la manina amorevolmente con l’anticiclone delle Azzorre d’estate (che regalava temperature massime stabilmente di 27-28 gradi, non uno di più né uno di meno). Il tutto con il disturbo saltuario dell’anticiclone russo che ogni tanto faceva le vacanze in Italia portandoci la neve in pianura.

Ed è altresì vero che (al netto della scomparsa mediaticamente artificiosa di quei “fenomeni estremi” che pure allora flagellavano il nostro territorio ancor più di oggi) quello era in effetti un trend circolatorio molto popolare tra gli anni ’50 e ’80. Anni in cui i meteomen in televisione facevano scoprire le meraviglie della meteorologia ad un pubblico curioso e assetato di conoscenza che non solo chiedeva di sapere che tempo avrebbe fatto l’indomani, ma era anche curioso di scoprire perché l’avrebbe fatto.

Ma proprio l’esistenza provata e abbondantemente studiata di quei cicli multidecennali avrebbe dovuto suggerire più cautela nell’adozione di quel periodo come “optimum” immutabile, che solo le emissioni dei SUV e le flatulenze delle vacche avrebbero potuto perturbare. Perché questa interpretazione, per quanto gradita ai profeti di transizioni energetiche (e ahinoi, non solo energetiche) era scientificamente debole, se non francamente stupida.

Oggi, di fronte al ripetersi e al riproporsi di configurazioni sinottiche che i media avevano profetizzato sarebbero scomparse “per sempre”, la semplice curiosità scientifica dovrebbe portare gli esperti a interrogarsi se non stiamo semplicemente entrando in una fase di transizione che ci porterà ad una nuova e diversa redistribuzione delle masse d’aria a livello emisferico. Magari ad un periodo più simile a quel compianto “optimum mediatico” di cui da decenni (non a a caso, da decenni) celebriamo il funerale.

Sarebbe un esercizio scientifico non solo legittimo, ma persino utile a smontare l’intoccabilità di quell’Ipse Dixit che ha trasformato il clima terrestre in un sistema monolitico dominato da una unica variabile: la CO2. E a restituirgli la dignità di sistema complesso che è influenzato da una miriade di variabili, e da una miriade di feedback tali da renderlo molto più vicino ad un sistema caotico che ad uno ordinato e monovariabile.

Ma questo non succederà, perché anche di fronte al riproporsi per un decennio di quello stesso presunto “optimum climatico” i nostri media, supportati dai soliti esperti, ci racconterebbero che siamo tornati al clima di un tempo solo perché “fa troppo caldo”: dal “fa troppo freddo perché fa troppo caldo” al “è troppo normale perché fa troppo caldo” il passo, in fondo, è davvero breve.

Previsioni per la settimana

Lunedì schiarite sempre più ampie al Nord, in estensione alle regioni centrali dopo i rovesci del mattino su Sardegna e Lazio. Irregolarmente nuvoloso al Sud con fenomeni diffusi anche a carattere di rovescio o temporale sui versanti tirrenici e sulla Sicilia, e schiarite anche ampie su basso Adriatico e Ionio. Qualche spruzzata di neve sulle cime appenniniche meridionali.

Temperature in aumento al Nord. Ventilazione moderata di maestrale.

Martedì nubi in aumento su Nordovest, Toscana e Sardegna con precipitazioni in intensificazione dalla serata, nevose sulle Alpi al di sopra dei 1000 m circa (ma a quote ancora più basse sulle Alpi marittime) e intorno ai 1200 metri sull’Appennino settentrionale. Da parzialmente nuvoloso a nuvoloso sulle restanti regioni centrali. Da sereno a parzialmente nuvoloso al Sud.

Temperature in diminuzione al Nord, in aumento al Centro-Sud specie nei valori minimi. Ventilazione che si dispone dai quadranti meridionali con rinforzi sui bacini occidentali.

Mercoledì Generali condizioni di maltempo al Nord e al Centro, con precipitazioni diffuse, localmente anche a carattere di rovescio e abbondanti, specie sui versanti tirrenici centrali. Nevicate diffuse su tutto l’arco alpino a quote mediamente superiori ai 1000 metri e sull’Appennino centro-settentrionale a quote comprese tra 1500 e 2000 metri. Piogge e rovesci fin dal mattino anche su Sicilia, Campania e Calabria, in estensione alle regioni ioniche e del basso Adriatico, seppure in forma più sparsa.

Temperature in diminuzione al Centro e al Sud specie nei valori massimi. Ventilazione sostenuta dai quadranti meridionali.

Giovedì un nuovo vortice avanza veloce sull’Italia, interessando in prevalenza le regioni centrali e meridionali con piogge, rovesci e nevicate sull’Appennino a quote comprese tra i 1000 metri circa di quello settentrionale e i 1500 m di quello meridionale. Tendenza a miglioramento dalla sera a partire dai versanti tirrenici. Al Nord cieli nuvolosi ma in assenza di precipitazioni di rilievo, fatto salvo un possibile peggioramento del tempo sulla Romagna in serata con qualche pioggia sparsa.

Temperature in ulteriore diminuzione al Centro e al Sud. Ventilazione sostenuta dai quadranti occidentali.

Venerdì generali condizioni di variabilità su tutto il paese con annuvolamenti alternati ad ampie schiarite, con l’eccezione delle regioni tirreniche meridionali e Sicilia settentrionale dove la nuvolosità sarà irregolare con associati piovaschi sparsi.

Temperature stazionarie. Ventilazione ancora vivace di ponente con rinforzi sui bacini occidentali.

Sabato possibile nuovo veloce passaggio nuvoloso al Centro e al Sud con precipitazioni sparse in particolare sui versanti tirrenici. Domenica tendenza a miglioramento con ampie schiarite su tutto il Paese.

Temperature in calo al Meridione per ventilazione dai Balcani. Ventilazione tesa di tramontana con rinforzi sulle regioni meridionali.

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