
L’ondata di gelo che sta dilagando dagli Stati Uniti centrali verso quelli meridionali di sudest assume connotati di eccezionalità sia per le temperature raggiunte che per le nevicate che sono cadute e stanno ancora cadendo in località dal clima tropicale come in Florida. A innescare l’evento è stata una poderosa discesa di aria artica, scivolata a sud lungo il cuore del continente e poi incanalata verso il Golfo del Messico da una profonda depressione atlantica al largo della costa orientale. Le immagini che arrivano dalla Florida: palme imbiancate, spiagge cricoperte di neve, lagune ghiacciate hanno fatto il giro del mondo. A Tampa, città abituata a inverni miti e temperature spesso primaverili, i fiocchi hanno attecchito al suolo, un evento che in alcune zone non si verificava da decenni. Anche altre località costiere hanno segnalato gelate notturne e accumuli localmente significativi. Le conseguenze non si sono fatte attendere: disagi alla viabilità, chiusure di scuole e uffici, interruzioni di corrente e danni alle colture sensibili al freddo. Particolarmente colpita l’agricoltura subtropicale, con agrumeti e coltivazioni ornamentali messi a dura prova dal gelo. Le autorità hanno attivato piani di emergenza per assistere le fasce più vulnerabili della popolazione, poco abituate a temperature così rigide e ci sarebbero almeno 85 persone decedute per le criticità collegate al grande freddo tra stati di ipotermia e incidenti stradali per il ghiaccio. Blizzard e tempeste di neve hanno invece colpito Georgia e Carolina del Sud con scenari polari assolutamente atipici per quelle aree. Intanto l’isoterma di 0°C a 1500m si muove verso i Caraibi e raggiungerà le Bahamas entro il pomeriggio mentre in serata lambirà Cuba. Il gran gelo ha comunque le ore contate, da lunedì una massa d’aria più mite tenderà ad investire progressivamente gli stati sud orientali ma freddo e gelo insisteranno ancora sul Midwest e la Costa nord orientale.


