Cronaca meteo – Tempeste a ripetizione colpiscono l’Europa. Vento forte, piogge e danni dopo il passaggio del ciclone Nils

Negli ultimi due-tre giorni l’Europa è stata interessata da una nuova e intensa fase di maltempo di matrice atlantica associata alla profonda depressione Nils, inserita in una serie di cicloni extratropicali che da settimane scorrono lungo il corridoio occidentale tra Atlantico e Mediterraneo. Il sistema ha colpito in particolare Francia, Penisola Iberica e arco alpino con venti tempestosi, precipitazioni diffuse e piene fluviali, provocando almeno una vittima e lasciando senza elettricità circa un milione di abitazioni in Francia a causa della caduta di alberi e dei danni alla rete elettrica. Sempre in Francia si segnalano numerosi allagamenti e inondazioni soprattutto nelle regioni occidentali, con avvisi di piena mantenuti per tre giorni consecutivi e allerta rossa emessa per vento forte, rischio valanghe e piogge intense. Raffiche superiori a 100 km/h hanno interessato anche il nord della Spagna, il Portogallo e parte della Francia accompagnate da mareggiate e onde fino a circa 8 m nelle Baleari. Nella Penisola Iberica il peggioramento si è sommato agli effetti delle perturbazioni precedenti causando esondazioni, evacuazioni e numerosi interventi di emergenza, con oltre 10mila persone evacuate in Andalusia, mentre in Portogallo le alluvioni hanno portato allo sgombero di abitazioni e persino al crollo di una importante arteria stradale

L’evento estremo si inserisce in una sequenza quasi continua di tempeste nelle ultime settimane Kristin, Leonardo e Marta che avevano già prodotto danni e piogge torrenziali nella regione; nel complesso la configurazione atmosferica europea mostra un tipico regime di forte flusso zonale atlantico, con correnti occidentali tese, trasporto di aria umida oceanica e ripetute ciclogenesi secondarie sul Mediterraneo occidentale, responsabili di precipitazioni persistenti e vento burrascoso soprattutto tra Francia meridionale, Spagna e Italia , mantenendo elevato il rischio idrogeologico nelle aree già saturate d’acqua mentre nuovi sistemi perturbati sono già in formazione e pronti a portare nuovo maltempo.

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