La grande neve del 2014 al Sud Italia: quando le spiagge della Sicilia si tinsero di bianco

Il calendario segnava la fine di Dicembre 2014, quando il Sud Italia fu protagonista di uno degli eventi meteorologici più incredibili e spettacolari dell’ultimo secolo. Mentre il resto del paese si preparava a festeggiare il Capodanno, una massa d’aria gelida di estrazione artica siberiana scivolò con inaudita velocità verso il Bacino del Mediterraneo, puntando dritta verso le regioni meridionali. Fu un evento di portata storica, capace di trasformare radicalmente il paesaggio delle zone costiere, dove la dama bianca è solitamente un miraggio lontano, regalando immagini che sembravano provenire direttamente dal grande nord.

 

L’irruzione gelida di fine anno e il risveglio sotto la neve

L’ondata di freddo ebbe inizio tra il 29 e il 30 Dicembre, quando venti impetuosi di tramontana e grecale iniziarono a sferzare l’Adriatico e lo Ionio. La particolarità di questo evento risiedeva nella temperatura delle masse d’aria in quota, caratterizzate da valori estremamente bassi, che permisero alle precipitazioni di raggiungere il suolo sotto forma di neve anche con pochissimi metri di altitudine. Città abituate al sole e al clima mite si ritrovarono improvvisamente avvolte da una tormenta, con accumuli che in alcune zone della Puglia e della Sicilia superarono ogni record precedente per il periodo.

In Puglia, la neve non si limitò a imbiancare le colline delle Murge, ma raggiunse con violenza le coste. Località come Bari, Polignano a Mare e Monopoli si svegliarono sommerse da diversi centimetri di coltre bianca. Lo scenario più incredibile si registrò però nel Salento, dove le spiagge di Porto Cesareo e Gallipoli apparivano come distese di neve immacolata che si tuffavano nel mare cristallino, creando un contrasto cromatico tra l’azzurro dell’acqua e il candore del suolo che lasciò residenti e turisti senza parole.

 

Dalla Calabria alla Sicilia, un evento meteorologico senza precedenti

Scendendo ulteriormente verso sud, la Calabria visse ore di autentica emergenza a causa delle forti nevicate che colpirono non solo la Sila e l’Aspromonte, ma anche i litorali. La città di Reggio Calabria vide cadere fiocchi bagnati, mentre sulle coste ioniche l’accumulo fu molto più consistente. Tuttavia, fu la Sicilia a regalare le sorprese maggiori. La neve fece la sua comparsa trionfale a Messina, imbiancando profondamente la città dello stretto e regalando ai messinesi un Capodanno indimenticabile.

L’instabilità atmosferica, alimentata dal calore residuo delle acque del Mar Tirreno, spinse i nuclei nevosi fin verso la Sicilia orientale e meridionale. A Catania, i fiocchi caddero fin sulla spiaggia, mentre le zone pedemontane dell’Etna vennero letteralmente sepolte. Persino città come Siracusa e Noto, celebri per il loro barocco e le temperature estive brucianti, videro cadere la neve, un fenomeno che in alcune di queste località, come Capo Passero, non si verificava con tale intensità da oltre un secolo. Le temperature crollarono su valori prossimi ai 0°C anche sulle coste, mentre nelle zone interne si registrarono minime storiche ben al di sotto dello zero.

 

Le ragioni tecniche di un freddo così estremo

Questo evento fu reso possibile da una configurazione barica perfetta, nota come ponte di Voejkov, che vide l’alta pressione delle Isole Azzorre spingersi verso la Scandinavia e congiungersi con l’anticiclone russo. Questo blocco atmosferico costrinse l’aria gelida a scivolare lungo il bordo orientale, entrando nel Mediterraneo con un moto retrogrado. Il contatto tra l’aria siberiana e il mare caldo generò il cosiddetto Sea Effect Snow, ovvero una serie di bande nuvolose cariche di umidità che scaricarono neve incessante lungo i versanti esposti.

Quella del 2014 resta una pietra miliare per la climatologia del Mezzogiorno, un promemoria di come il clima mediterraneo possa, in occasioni rarissime, trasformarsi in un ambiente polare. Le immagini dei templi di Agrigento o dei borghi della Basilicata imbiancati restano tra le testimonianze più potenti della forza degli elementi, in grado di scardinare ogni certezza stagionale e regalare una bellezza tanto gelida quanto effimera.

Anche nell’epoca del Riscaldamento Globale possono dunque verificarsi eventi che sarebbero stati rari anche in periodi climatici ben più freddi di quello attuale. Questo episodio suggerisce che altri eventi di freddo estremo potrebbero colpire l’Italia nel futuro prossimo e che persino un nuovo 1985 non è detto che non possa più verificarsi.

La grande neve del 2014 al Sud Italia: quando le spiagge della Sicilia si tinsero di bianco