
L’Afghanistan sta affrontando da giorni una grave emergenza maltempo che nelle ultime ore ha interessato anche la Capitale Kabul. Piogge intense e tempeste hanno colpito diverse regioni del Paese, provocando alluvioni e frane che hanno causato decine di vittime e danni ingenti a infrastrutture e abitazioni.
Secondo le prime stime diffuse dalle autorità locali, il bilancio è di almeno trenta morti, con numerosi feriti e centinaia di famiglie costrette a lasciare le proprie case. Le province più colpite risultano essere quelle centrali ed orientali, dove interi villaggi sono stati sommersi dall’acqua e dal fango, rendendo difficili anche le operazioni di soccorso.
Le piogge torrenziali hanno distrutto abitazioni con edilizia scadente, spazzato via coltivazioni e interrotto collegamenti stradali fondamentali. In molte aree, l’accesso è ancora limitato e i soccorritori stanno lavorando in condizioni estremamente difficili per raggiungere le comunità isolate.
Anche la capitale Kabul è stata colpita dal maltempo: forti precipitazioni hanno provocato allagamenti in diversi quartieri, con strade trasformate in fiumi e disagi diffusi alla circolazione. Pur non essendo tra le aree più devastate, la città sta affrontando criticità legate al drenaggio delle acque e al rischio di ulteriori piogge. L’emergenza evidenzia ancora una volta la vulnerabilità del Paese di fronte agli eventi climatici estremi. Infrastrutture deboli, urbanizzazione caotica e condizioni socio-economiche precarie rendono l’Afghanistan particolarmente esposto a disastri naturali di questo tipo.
Nel frattempo, le previsioni meteo non lasciano spazio all’ottimismo: nuove intense perturbazioni potrebbero colpire il territorio, prolungando un’emergenza che rischia di trasformarsi in una crisi ancora più ampia.
