
Tra la fine di maggio e i primi giorni di giugno 2026, una grande nube di polveri sahariane si è allungata dalla costa occidentale dell’Africa in direzione delle Americhe. La visualizzazione dei dati, elaborata dal servizio Copernicus Atmosphere Monitoring Service (CAMS), ritrae la situazione del 1 giugno 2026 alle 00:00 UTC: un esteso pennacchio di polvere si distende sull’Atlantico settentrionale fino a lambire il Mar dei Caraibi.
Dal deserto verso le Americhe
Al passaggio della nube, Paesi come Capo Verde hanno visto peggiorare sensibilmente la qualità dell’aria. I dati del CAMS servono proprio a valutare la presenza di inquinanti e di aerosol e a seguirne il trasporto nell’atmosfera, assicurando un monitoraggio pressoché in tempo reale e previsioni su scala globale della composizione dell’aria.
Le stesse correnti, in altre occasioni, sospingono la sabbia del deserto fino al Mediterraneo e all’Italia; sul versante atlantico orientale, invece, danno origine alla calima che investe le Canarie e la stessa Capo Verde.
Un fenomeno ricorrente ma di portata eccezionale
Non è affatto un evento nuovo che l’aria del deserto del Sahara raggiunga i Caraibi. Nell’immagine di Copernicus vediamo le polveri sahariane spingersi addirittura verso Cuba. La fotografia è davvero eloquente e racconta una certa eccezionalità, come sottolinea lo stesso portale che ha diffuso il contenuto, ovvero Copernicus.
Credit
- Copernicus – Atmosphere Monitoring Service (CAMS)
- NASA Earth Observatory – Saharan Dust Crosses the Atlantic
- Copernicus – Image of the day