
Durante le ondate di calore più violente accade puntualmente la stessa cosa. I centri meteo di mezza Europa, quelli di Spagna, Francia e Grecia in prima fila, tornano a interrogarsi su un’ipotesi che fino a poco tempo fa sarebbe suonata come pura fantascienza: che una località affacciata sul Mediterraneo possa arrivare a 50°C. Cinquanta gradi. Un numero che pesa come un macigno, ben oltre la già temuta soglia dei 40°C. E non parliamo di teoria astratta. Proprio Giovedì scorso alcune stazioni ufficiali, quelle che seguono i criteri della WMO, l’Organizzazione Meteorologica Mondiale, hanno misurato 47°C nell’entroterra della Sardegna. Ci siamo vicini, insomma. Pericolosamente vicini, in questi giorni roventi di metà Luglio con l’anticiclone africano che non molla la presa.
Un punto fermo da cui partire
Ad oggi nessuna città europea ha mai raggiunto ufficialmente quota 50°C. Il record del continente, riconosciuto e certificato, appartiene a Siracusa: era l’11 Agosto 2021 quando, nei pressi di Floridia, il termometro segnò 48,8°C. Un valore che, all’epoca, sollevò più di un sospetto. Si parlò di presunte irregolarità della stazione, di dati da prendere con le molle. Poi, però, la macchina delle verifiche fece il suo corso: la strumentazione venne testata e calibrata, e alla fine quel numero fu dichiarato conforme, diventando il nuovo primato europeo. Non solo la Sicilia, del resto. Anche la Sardegna e la Penisola Iberica hanno visto negli ultimi anni valori attorno ai 46, ai 47, in qualche caso ai 48°C (basti pensare al Luglio 2023), a testimonianza di quanto le ondate di calore che investono il Mediterraneo siano diventate, diciamolo francamente, brutali.
Cinquanta gradi simulati, che cosa significa davvero
Qui sta il punto vero. La domanda non è tanto se i 50°C arriveranno domani o fra due settimane. La questione che dà i brividi è un’altra: oggi i moderni modelli meteo riescono addirittura a simulare scenari del genere. Anche quest’anno il modello americano GFS, in una singola run estrema e a diversi giorni di distanza, ha disegnato i fatidici cinquanta gradi su alcune zone della Francia. Attenzione, però. Si tratta sempre di uscite isolate, mai di qualcosa di ufficiale: la stragrande maggioranza delle altre simulazioni non vede nulla di simile. Eppure, da circa tre anni a questa parte, ogni tanto qualche modello fiuta l’incredibile possibilità di sfondare quel muro. E il motivo è tanto semplice quanto inquietante. Il Riscaldamento Globale ha alzato le temperature a ogni latitudine e con qualunque configurazione atmosferica. Così, quando arrivano le condizioni giuste per richiamare masse d’aria caldissima dal Sahara, gli estremi termici salgono a livelli che il passato non conosceva. Una feroce ondata di calore, sempre possibile anche cinquant’anni fa, oggi produce al suolo temperature superiori di tre, quattro, persino cinque gradi. Tradotto: se negli anni Settanta il massimo immaginabile era 43°C, adesso è 48°C. E magari, tra pochissimo, sarà proprio 50°C. Del resto che il tabù dei cinquanta gradi sia solo questione di tempo lo sostengono ormai in parecchi.
Non chiamiamola carta straccia
C’è un errore in cui è facile cadere. Vedere quei valori solo in una minoranza di simulazioni e liquidare tutto come fantasia dei modelli, o peggio bollarlo con quel bruttissimo termine, “carta straccia”. Sbagliato, profondamente sbagliato. I sistemi di previsione moderni risolvono equazioni differenziali di complessità mostruosa, che partono da ciò che viene osservato in un preciso istante. Se oggi qualcuno di questi modelli arriva a ipotizzare temperature vicine ai 50°C, significa che, dal punto di vista fisico, la probabilità di toccare certe soglie sta davvero aumentando. Un valore estremo dentro una run non equivale a una previsione certa, sia chiaro. È piuttosto l’indizio che il sistema climatico attuale è ormai in grado di reggere scenari che quindici anni fa sarebbero stati archiviati come irrealistici. Allora nessun modello li avrebbe mai partoriti. Adesso, di tanto in tanto, qualcuno li annusa.
Quaranta gradi tra le mura di casa
E poi c’è la faccenda della pelle, quella che il termometro da solo non racconta. Perché quando fuori il caldo diventa questo, non è più solo un numero: è la sensazione, è l’aria che scotta. Arrivano segnalazioni di abitazioni sprovviste di climatizzazione dove, all’interno, la colonnina schizza ben oltre i 35°C. Valori che mettono a dura prova il sonno, il sistema nervoso, la lucidità. Eppure, per quanto possa suonare strano, c’è chi sta anche peggio. In alcune aree densamente popolate dell’Asia meridionale e sudorientale, o del Sudamerica, dentro le case si possono toccare 45°C e oltre. Temperature domestiche, si badi bene. All’aperto, invece, i 50°C restano una rarità sul nostro pianeta. A Dubai ci si arriva quasi ogni estate, certo, ma lì il caldo desertico è di casa per mezzo anno. In Europa il discorso è tutt’altro. E qui sta la parte che fa riflettere: non stiamo parlando di regioni a clima desertico, bensì di un continente temperato che si ritrova a fare i conti con una delle ondate più intense mai osservate. In Italia valori del genere sarebbero folli. Eppure, giorno dopo giorno, ci si avvicina: basta guardare l’entroterra sardo che punta ancora una volta ai 45°C, o ripassare la lista delle città italiane che ormai superano i 40°C con imbarazzante regolarità.
E se la soglia fosse già stata superata?
Vi propongo un piccolo gioco. Chi può giurare che quei 50°C non siano già stati toccati da qualche parte, senza che nessuno se ne sia accorto? Nelle zone dove il record è stato sfiorato, le stazioni meteo sono sparse, localizzate, incapaci di coprire ogni fetta di territorio. Ecco il punto. Quando si superano i 48°C in un certo luogo, chi ci assicura che a un chilometro di distanza non si siano raggiunti proprio i cinquanta? Solo che, non avendo strumenti a sufficienza, non lo sapremo mai. È un pensiero che lascia addosso una certa inquietudine. Ma al di là del gioco, una cosa resta scolpita: il nostro clima sta correndo verso destinazioni sconosciute, e sempre più esperti sono convinti che la soglia dei 50°C sia davvero alla portata dei prossimi anni. Per chi vuole tenere d’occhio i termometri là dove più bruciano, restano utili le previsioni aggiornate per Siracusa, città del primato europeo, e per Cagliari, sentinella del gran caldo sardo.
Credit
- World Meteorological Organization
- Copernicus Climate Change Service
- Copernicus Climate Bulletins
- Record-breaking heat spreads through Europe
- International Journal of Climatology
La soglia dei 50°C non è più impossibile: cosa dicono i Centri Meteo