Anche oltre 45°C tra Sicilia e Sud, mentre al Nord esplodono i temporali con grandine

Due Paesi nello stesso Paese. Da una parte cieli che si fanno neri sopra le Alpi, dall’altra un sole che non concede tregua sulle coste della Sicilia. Succede in questi giorni, e chi segue le carte da qualche settimana ci ha ormai fatto il callo.

Anche oltre 45°C: l’onda di calore punta al record

Il capitolo più pesante riguarda il Meridione. Le temperature massime restano su valori che, fino a un paio di decenni fa, si vedevano a stento una volta ogni estate: 41°C e 42°C su Puglia, Basilicata, Calabria ionica e Sardegna, con la Sicilia capace di spingersi fino oltre 44°C. E non finisce qui, perché i picchi estremi potrebbero arrivare a sfiorare i 45°C, se non oltre, specie sulle aree interne siciliane e in alcune località del Sud e Sicilia. Anche qualche zona della Sardegna rischia di riavvicinarsi a quella soglia. Non sono affatto da escludere picchi termici da record.

Il motore è sempre lo stesso. Un ramo dell’alta pressione atlantica si è piazzato tra Mediterraneo e Africa nordoccidentale, alimentato da masse d’aria calda subtropicale continentale, e da lì allunga un promontorio verso nordest, tra i Balcani e l’Europa orientale, fino alla pianura russa. Sopra le Isole Maggiori e su buona parte del Meridione si toccano valori prossimi a 28°C a 850 hPa, cioè attorno ai 1500 metri di quota. Numeri che parlano da soli.

E la notte? Poco o nulla di consolatorio. L’accumulo di calore nei bassi strati non si dissipa, le temperature minime restano alte, l’aria si fa pesante. A Palermo, a Catania, a Cagliari l’afa trasforma anche un banale spostamento a piedi in una prova di resistenza. Del resto gli esperti lo ripetono da tempo: la soglia dei 50°C non appartiene più alla fantascienza.

 

Il Nord si stacca dal bordo dell’anticiclone

Tutt’altra storia sopra il Po. Il Settentrione resta esposto ai flussi occidentali in quota, veicolati dalla parte più meridionale di una saccatura di origine scandinava che affonda dal Circolo Polare fino all’Europa centrale. Con essa entra aria più fresca, fino a 12°C e 13°C sotto lo zero a 500 hPa sulle Alpi centrorientali.

Il risultato lo intuiamo. Valori elevati di CAPE e soprattutto di shear significano temporali organizzati, non quattro gocce estive. Sabato 18 luglio rovesci e temporali frequenti, localmente intensi, hanno interessato Triveneto ed Emilia Romagna centrorientale, con fenomeni più lievi a ridosso della restante catena alpina e un coinvolgimento serale delle pianure lombarde. Nel resto d’Italia, cielo sereno e caldo pieno. Le massime? Fino a 39°C e 40°C sulle aree interne del Lazio, tra 36°C e 38°C sulle altre regioni centrali peninsulari, in Campania e in Molise, mentre la Pianura Padana centroccidentale si è fermata attorno ai 35°C e 36°C. Chi vive tra Milano e Bologna sa bene quanto valga poco, in queste giornate, la differenza di qualche grado: l’umidità fa il resto. Episodi simili, con grandine e colpi di vento sulle pianure settentrionali, si sono già ripetuti più volte in questa estate bizzarra.

 

Domenica 19 Luglio, il Meridione tocca il picco

Domenica 19 luglio la giornata si apre al Nord con cielo parzialmente nuvoloso e residui fenomeni convettivi notturni sulle pianure venete. Poi la nuvolosità si estende, i rovesci e i temporali si concentrano sui rilievi e sulle zone pedemontane del Triveneto, per dissolversi in serata. Ma non è finita: torneranno a formarsi sulle aree pianeggianti di Veneto ed Emilia Romagna centrorientale. Chi abita tra Verona, Padova e Ravenna farà bene a tenere un occhio al cielo anche a notte inoltrata.

Sul Centro e sulla Sardegna cielo generalmente sereno o poco nuvoloso, con isolati rovesci pomeridiani solo lungo le aree appenniniche e nulla di rilevante sulle coste. Al Sud e in Sicilia bel tempo ovunque, salvo qualche piovasco sull’Appennino lucano.

Le temperature minime calano al Nord e sulle estreme regioni meridionali, restano stazionarie al Centro e crescono sulle Isole Maggiori. Le massime, invece, salgono con decisione al Centro Sud: 41°C e 42°C su Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna, 37°C e 38°C sulle regioni centrali. Venti deboli variabili, più occidentali su Toscana, Umbria e Lazio, a regime di brezza lungo le coste, con raffiche di forte intensità solo sotto le celle temporalesche. Mar Ligure e Tirreno settentrionale da mossi a molto mossi, calmi gli altri bacini.

 

Lunedì 20 luglio, l’instabilità scende in pianura

La saccatura scandinava trascina il proprio asse sull’Europa centrale, tra i Paesi Bassi e la Polonia, e poi verso le Repubbliche Baltiche. Con essa si accentua leggermente l’avvezione fredda in quota, fino a 13°C e 14°C sotto lo zero a 500 hPa.

Lunedì 20 luglio, dunque, rovesci e locali temporali già nella notte e nelle prime ore del mattino su Lombardia, pianura veneta ed emiliano romagnola, con rischio di fenomeni localmente intensi proprio su queste ultime. Qualche cella temporalesca potrà lambire in mattinata anche l’area marchigiana, dove gli addensamenti risulteranno più consistenti; rovesci e isolati temporali pure sull’Abruzzo, in esaurimento dalla sera.

Dal tardo mattino l’instabilità si riaccende sui rilievi alpini, più frequente sulla catena centrorientale e sull’Appennino emiliano romagnolo, con qualche sconfinamento isolato sul versante orientale del restante Appennino centrale, su quello molisano e pugliese. In generale attenuazione dalla sera, salvo persistenze sui rilievi di Lombardia, Trentino e Veneto.

Le massime tendono a limare qualcosa rispetto ai giorni precedenti. Cio nonostante restano attorno ai 36°C e 37°C tra Toscana, Umbria, Lazio, aree interne abruzzesi, Molise e Campania; su Puglia, Basilicata e Calabria si resta su 41°C e 42°C, mentre Sardegna e Sicilia toccano ancora i 43°C. Venti deboli variabili, con locali rinforzi settentrionali sulle coste del medio Adriatico. Mari da mossi a molto mossi il Mar Ligure, il Tirreno e l’Adriatico settentrionale.

 

Da martedì in avanti: cosa cambia

Martedì 21 luglio il cielo si fa nuvoloso al Nord e sui settori del medio e basso Adriatico, con rovesci e temporali diffusi; stabile lungo le coste tirreniche e sulle Isole Maggiori, dove il caldo non molla la presa. Mercoledì 22 luglio gli addensamenti si concentrano lungo la dorsale appenninica e sul Gargano, con fenomeni su Abruzzo, Molise e Puglia garganica; sereno altrove, con temperature ancora alte sul basso Tirreno e sulle Isole Maggiori.

Giovedì 23 luglio una generale condizione di instabilità, con nubi più consistenti al Centro Sud e possibili rovesci o temporali in serata. Venerdì 24 luglio, invece, tempo più stabile, con residui fenomeni sulle regioni del basso Adriatico destinati a riassorbirsi in nottata. Qualche spiraglio, insomma, si intravede: i modelli indicano un ridimensionamento progressivo del caldo africano, e c’è chi già guarda oltre, verso una possibile svolta stagionale ad agosto.

 

Un consiglio che vale più di mille carte

Chi programma escursioni in montagna valuti bene gli orari, perché i temporali estivi nascono in fretta e non fanno sconti. Chi invece si trova tra Foggia, Matera e Siracusa sa già cosa fare: idratarsi, evitare le ore centrali, non lasciare mai nessuno chiuso in auto. Regole banali, certo. Eppure ogni estate qualcuno se ne dimentica, e nel frattempo il caldo continua a giocare la propria ultima carta.

 

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