Caldo fino a 39°C, ma da mercoledì 9 “temporali a supercella”

 

Lo state percependo, questa non è una novità. Questo è un avvio di mese che sa ancora di piena estate

Il quadro meteo è quello di un’estate che non vuole saperne di terminare, ma non solo, rispetto ad altri anni, nemmeno di ridurre l’intensità del caldo, battendo da subito i record di caldo, anche prima che raggiunga il picco che è atteso tra sabato e domenica. Siamo all’inizio di settembre, dopo mesi segnati da temperature costantemente elevate ben oltre le medie, la situazione è quella esposta. Fino a domenica 6 settembre non cambierà nulla e sarà ancora il disagio fisico da caldo e afa a tenere banco dal Nord al Sud dell’Italia.

L’anticiclone subtropicale è ancora molto forte con una nuova offensiva ormai giunta sul Mediterraneo, con un ulteriore aumento dei valori. Tra il 5 e l’8 settembre le massime potranno raggiungere i 34-36°C – se non oltre – in Val Padana, mentre nelle aree interne del Centro e del Sud, comprese le Isole Maggiori, non sono esclusi picchi di 38-39°C. e direi anche i 40°C. Sono numeri che appartengono – in condizioni da ondate di calore – al cuore di luglio, non alla prima metà del primo mese autunnale -.

A rendere la situazione ancora più pesante ci pensa l’umidità, soprattutto lungo le coste e nei grandi centri di mare. Il caldo non sarà quindi soltanto fuori stagione, ma anche particolarmente afoso: mentre i mari sono ormai bollenti e non solo hanno smesso di mitigare le giornate, ma alimentano direttamente il tasso di umidità dell’aria. Chi vive in città, in varie sa bene cosa significhi convivere con notti che faticano a scendere sotto i 24°C.

 

Perché l’anticiclone è destinato a cedere

Dopo tre mesi di dominio quasi assoluto, l’anticiclone ibrido, testimonianza dell’anomala estensione delle fasce tropicali verso latitudini settentrionali, sta per incassare un colpo severo. Una perturbazione associata a una vasta saccatura atlantica penetrerà sul bacino centro-occidentale del Mediterraneo con il suo ramo freddo, incuneandosi lungo il fianco occidentale della struttura di alta pressione.

È il contrasto termico a fare la differenza. L’aria più fresca di estrazione oceanica scorrerà sopra acque marine fortemente surriscaldate, e da questo squilibrio nascerà energia sufficiente per temporali anche di forte intensità. Non si tratta di un semplice cedimento per esaurimento: l’anticiclone viene attivamente smantellato, e questo spiega perché la rincorsa dell’autunno risulti stavolta credibile e non l’ennesimo miraggio di metà stagione. Questo non significa che successivamente, dopo una settimana, non si ripresenti.

 

La svolta di mercoledì 9 settembre

I primi temporali si faranno vedere al Nord già lunedì 7 settembre, ma la vera rottura arriverà mercoledì 9 settembre. Le probabilità di pioggia calcolate dai modelli matematici risultano consistenti su buona parte dell’arco alpino e prealpino e sulle regioni tirreniche settentrionali. Ci potrà quasi sicuramente essere uno sfondamento verso la Valle Padana occidentale e centrale.

I fenomeni interesseranno in un primo tempo il Nord e la Toscana, per poi estendersi al resto del Paese. Allo stato attuale delle proiezioni possiamo attenderci temporali localmente molto violenti sul Nord-Est e sulle zone adriatiche, con qualche sconfinamento anche su Calabria e Sicilia. Va detto con chiarezza che, con questo tipo di fenomenologia, i modelli matematici possono modificare la traiettoria persino il giorno prima dell’evento, e la differenza tra una piovosità diffusa e qualche temporale passeggero si gioca su poche centinaia di chilometri.

La convergenza tra i modelli matematici GFS ed ECMWF è comunque il dato più solido di questo aggiornamento: entrambi sanciscono la fine del caldo opprimente a partire dalla prossima settimana.

 

Il calo termico e le aree più coinvolte

Dopo il picco temporalesco, l’asse della saccatura si sposterà verso levante. Le probabilità di pioggia più elevate previste per venerdì 11 settembre si concentreranno sul Centro e sul Sud, mentre al Nord il tempo comincerà a migliorare sotto l’egida di temperature nettamente più fresche, alimentate da correnti nord atlantiche in ingresso dalla Francia.

Laddove i temporali agiranno in maniera più convinta, si arriverà a sensazioni pienamente autunnali per qualche ora. Tra giovedì 10 settembre e i giorni successivi l’aria fresca raggiungerà anche le regioni meridionali, con un ribasso generalizzato delle temperature. Niente cappotti e maglioni: al Centro e Sud si andrà verso valori nella media, mentre in tutta la pianura del Nord il salto sarà più evidente, con massime destinate a perdere anche 8-10°C rispetto al fine settimana. Ma tutto sommato, con valori nella media.

 

Piogge

Anche la seconda decade di settembre dovrebbe essere caratterizzata dall’alternanza tra passaggi perturbati e brevi parentesi più stabili, con il flusso atlantico che scenderà di latitudine e porterà rapidi episodi piovosi intervallati da fasi soleggiate e caldo non estremo.

Non sono previste passate piovose realmente generalizzate, bensì episodi temporaleschi veloci: utili per smorzare la calura, poco efficaci per il reintegro delle precipitazioni accumulate in deficit. I modelli matematici smorzano l’intensità delle piogge. Insomma, avremo soprattutto temporali, che significa fenomeni sparsi, generalmente intensi su scala locale, raffiche di vento, rischio di nubifragi, ed anche di grandinate.

Il caldo esagerato diventerà un ricordo e l’inclinazione ormai ridotta dei raggi solari, insieme a notti  più lunghe, scoraggerà il ritorno di temperature roventi, ma attenzione, non del rischio caldo fuori stagione. Ma la pioggia, quella che servirebbe davvero dopo un’estate come questa, resta ancora una promessa parziale.

 

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