
La seconda parte di gennaio è stata caratterizzata da un netto divario termico tra Europa occidentale ed Europa orientale. Nelle regioni occidentali come Regno Unito, Francia, Spagna e Portogallo si osservano temperature ben al di sopra delle medie stagionali (fino a +4/+6°C) con piogge diffuse e frequenti sistemi perturbati atlantici in transito che assumono i connotati di vere e proprie tempeste, persino inattese nella fase centrale dell’inverno. Le correnti sono in partenza di matrice polare marittima e si originano sulla Penisola del Labrador o sulla Groenlandia. Nel loro passaggio sull’Atlantico si arricchiscono di umidità e si mitigano arrivando sul nostro continente con caratteristiche perturbate e non più gelide. Questo tipo di pattern è associato a una corrente zonale con basse pressioni persistenti sull’Oceano. In questo contesto, molte aree di Francia, Spagna, Regno Unito e Irlanda registrano minime notturne che restano sopra lo zero, con massime diurne tipicamente comprese tra i +8 °C e i +14 °C. Le precipitazioni sono state abbondanti soprattutto lungo le coste atlantiche e nelle regioni interne orograficamente favorite e assieme ai venti forti hanno determinato molte criticità. Al contrario, nell’Europa orientale, dall’Est europeo fino ai Balcani e parti della Russia occidentale, Scandinavia e Ucraina le temperature sono significativamente sotto media per questo periodo dell’anno (fino a -10/-12°C). Questa parte del continente è stata influenzata da abbondanti nevicate seguite dal rinforzo di un anticiclone termico freddo che ha favorito un ulteriore abbassamento termico. In paesi come Norvegia, Svezia, Finlandia, Polonia, Ucraina, si osservano condizioni di gelo persistente con minime notturne che in alcune zone della Lapponia hanno toccato i -35°C.