
Fa notizia il ritorno della neve a New York in questa giornata di sabato 27 dicembre e lo fa per varie ragioni. L’evento invernale nella Grande Mela è intenso con precipitazioni a carattere di bufera che hanno cumulato oltre 15cm di neve e causato la cancellazione di migliaia di voli. Ma arriva isolato in un contesto che vede sul resto degli USA una marcata anomalia termica positiva e segue una fase molto piovosa che ha portato criticità per allagamenti su diverse aree del Paese dopo una poderosa irruzione gelida di metà mese. Nel corso di dicembre, gli Stati Uniti sono stati interessati da una marcata alternanza di masse d’aria opposte, con sbalzi termici molto pronunciati: tra il 4 e il 6 dicembre una prima irruzione artica ha portato gelo e neve, con temperature ampiamente negative su Nord e Midwest; a metà mese (12-15 dicembre) una nuova tempesta invernale ha esacerbato il freddo sul Midwest e sul Nord-Est portando le temperature minime fino a -25°C; successivamente, tra il 17 e il 25 dicembre, un flusso di correnti decisamente miti di origine sub tropicale ha determinato un rialzo termico notevole, accompagnato da piogge intense e allagamenti, soprattutto nel Sud-Ovest e in California, ma con effetti evidenti anche sull’Est: in questo frangente si sono registrate temperature massime anomale per dicembre che ad oggi ancora persistono sugli Stati Più meridionali come il Texas dove si raggiungono punte di ben 31°C. Insomma a parte gli stati della costa nord orientale il freddo continua a mancare dalla metà del mese su gran parte degli USA evidenziando l’andamento di una stagione invernale estremamente dinamica e rivolta alle temperature più alte della media.


