
Una violenta tempesta invernale ha colpito gran parte degli Stati Uniti, causando oltre cinquanta vittime e una lunga serie di emergenze dalla fascia meridionale fino al Nord-Est, con neve record, pioggia gelata e gelo intenso che hanno messo in ginocchio trasporti, reti elettriche e servizi di soccorso.

Nel Nord-Est le nevicate più abbondanti degli ultimi anni hanno paralizzato le grandi città: New York ha registrato oltre 11 cm di neve in un solo giorno, l’evento più intenso dal 2021, mentre a Filadelfia in poche ore è caduta più neve che in tutto l’inverno scorso, con trasporti pubblici ridotti e scuole chiuse. Nel Midwest e in Pennsylvania sono stati segnalati episodi eccezionali, come accumuli tali da rendere impraticabili intere aree urbane e persino piccoli crolli di masse di neve lungo i pendii.

Nel Sud, invece, il problema principale è stato il ghiaccio: oltre un milione di utenze elettriche è rimasto senza corrente, soprattutto in Tennessee e Mississippi, dove migliaia di persone hanno dovuto rifugiarsi nei centri di accoglienza riscaldati; a Nashville decine di migliaia di abitazioni sono rimaste al buio per giorni, con temperature notturne ben sotto lo zero. Il traffico aereo è andato in crisi, con decine di migliaia di voli cancellati e aeroporti bloccati tra il Sud e la costa orientale.


Intanto il freddo artico non accenna ad attenuarsi e nel fine settimana raggiungerà anche la Florida, con minime attorno a +2 °C previste a Miami domenica e massime intorno a 11°C, a fronte di valori medi compresi tra 16 e 23°C in questo periodo dell’anno. A Orlando attese minime di -4°C e massime di +7°C, a fronte di medie comprese tra 10 e 22°C. L’irruzione sarà così profonda che l’isoterma di 0 °C a 1500 metri arriverà lunedì a lambire Cuba. Nel frattempo sono attese nuove nevicate nel weekend su Virginia e Carolinas, regioni poco abituate alla neve, aumentando il rischio di ulteriori disagi.