Dall’anticiclone africano al caos polare, Aprile cambia di nuovo rotta

Fa caldo, questo è innegabile. Le temperature di questi giorni hanno ben poco a che fare con la prima decade di Aprile: sembrano più quelle di fine Maggio. Eppure chi sperava che questa dolce anomalia segnasse l’inizio di una primavera finalmente lineare e generosa dovrà, almeno per un po’, ricredersi. Perché i modelli matematici stanno raccontando qualcosa di ben diverso per le settimane a venire.

Il primo cambiamento prenderà forma tra il 9 e il 10 Aprile con l’avvicinarsi di un nucleo di aria fredda dall’area russo-balcanica, il quale, tuttavia, differentemente da quanto prospettato da ECMWF fino sostanzialmente a ieri, lambirà soltanto di striscio il lato orientale italiano prima di subire una retrogressione verso l’area baltica ed essere quindi assorbito dal flusso della circolazione atmosferica principale. Una tendenza più in linea con quanto aveva previsto GFS, che questa volta si è dimostrato più affidabile del collega europeo.

 

La svolta decisiva: maltempo tra il 12 e il 13 Aprile

Il cambiamento decisivo avverrà tra Domenica 12 e Lunedì 13 Aprile, quando potrebbe abbattersi una prima saccatura importante sul Nord Italia, portando con sé le prime piogge significative da quasi un mese, se si escludono episodi a scala locale o quello del 26 marzo.

Il meccanismo alla base è un brusco abbassamento dei valori di geopotenziale in quota, un segnale inequivocabile di un’atmosfera che torna a muoversi con una certa vivacità sopra l’Europa meridionale. Non si tratterà di un’ondata di maltempo duratura: l’impressione, stando alle proiezioni attuali, è quella di una toccata e fuga, intensa ma relativamente breve. Una bella pioggia, insomma, che però lascerà spazio abbastanza in fretta alla fase successiva.

 

Dal 13 al 20 Aprile: perturbazioni a ripetizione sul Centro-Sud

Analizzando le proiezioni fino al giorno 20, emerge un pattern atmosferico molto diverso da quello attuale: l’Italia diventerebbe il bersaglio di marcate ondulazioni meridiane del flusso atlantico, ossia di aria polare, che trasporteranno perturbazioni in sequenza ravvicinata. Un regime dinamico e instabile, destinato a farsi sentire soprattutto sulle regioni centrali e meridionali.

Proprio su questi settori, in effetti, si creerebbero le condizioni più favorevoli alla formazione di ciclogenesi mediterranee, ovvero minimi di bassa pressione chiusi e particolarmente attivi, capaci di organizzare fenomeni anche intensi. Un’ipotesi ancora da confermare nei dettagli, ma sufficientemente robusta nei modelli da meritare attenzione. Il periodo compreso tra il 13 e il 20-21 Aprile è quello da tenere maggiormente d’occhio.

 

Fine mese: torna l’alta pressione

Guardando ancora più avanti, verso la fine di Aprile, i modelli matematici cominciano a delineare un nuovo cambio di circolazione. I geopotenziali in quota tenderebbero a risalire progressivamente su gran parte del continente europeo, favorendo il ritorno di condizioni anticicloniche stabili e diffuse. Clima via via più mite, giornate soleggiate, precipitazioni rare. Fine mese potrebbe risultare decisamente secco, con atmosfere più tipiche della tarda primavera.

 

Il ruolo del Vortice Polare

C’è un elemento di sfondo che vale la pena citare per capire meglio questa sequenza di eventi. Il Vortice Polare, ormai esaurito per questa stagione fredda, ha contribuito nei mesi scorsi a rendere la configurazione sinottica generale meno lineare e più propensa alle grandi ondulazioni, riducendo la capacità degli anticicloni di mantenersi stabili e bloccati. I suoi effetti residui potrebbero ancora farsi sentire fino alla metà del mese. Dopodiché, verso il 20-21 Aprile, la scena tornerebbe gradualmente nelle mani del nostro consueto anticiclone africano, con tutto ciò che questo comporta in termini di stabilità e caldo.

 

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