Francia, incendi spaventosi. Sfollate 200.000 persone

Francia: Bordeaux circondata dalle fiamme (ricostruzione IA)

Francia devastata dagli incendi: il fuoco punta Bordeaux

Dalla Gironda al Var, la Francia combatte contro roghi di dimensioni mai viste: quarantaduemila ettari inceneriti, un dispositivo imponente di uomini e mezzi in azione e centinaia di migliaia di persone costrette a lasciare le proprie case.

Quarantaduemila ettari andati in fumo. Basta questo numero, da solo, per capire la portata del disastro che ha messo in ginocchio il sud ovest della Francia, in un’estate ormai plasmata dal caldo di matrice africana. Il vasto incendio divampato attorno al bacino di Arcachon si è spinto fino a una quindicina di chilometri dall’area metropolitana di Bordeaux, alimentando timori e mille domande. La città verrà evacuata? No. Almeno per ora.

 

Bordeaux nel mirino delle fiamme, ma la città non si evacua

A mettere un punto fermo ci ha pensato il sindaco Thomas Cazenave, che in conferenza stampa ha ribadito il concetto senza giri di parole. Nessuna evacuazione di Bordeaux è in programma, ha spiegato, perché il fronte del fuoco resta più a sud e non si sta propagando sul fianco occidentale della città. Le fiamme, ha precisato, si collocano tra i 25 e i 30 chilometri dal centro urbano, e a circa 15 chilometri dalla metropoli all’altezza di Martignas-sur-Jalle. Ai margini, insomma. Ma non dentro.

Resta però l’inquietudine di chi guarda il cielo tingersi d’arancione. E resta, soprattutto, l’enorme macchina dell’accoglienza da far girare.

 

Ospitalità su vasta scala per migliaia di sfollati

Il primo pensiero, manco a dirlo, è andato alle persone più fragili. Al centro espositivo cittadino sono stati accolti oltre 600 ospiti di case di riposo, una soluzione temporanea in attesa della cosiddetta seconda fase dell’operazione. Cazenave ha annunciato un gran numero di opzioni di ricollocazione e alloggio per tutte le persone autosufficienti e in buona salute. I conti, per ora, parlano di 2.600 posti letto individuati nei pressi dell’area metropolitana, di cui circa 800 tra residenze universitarie, abitazioni private e scuole superiori. Al Centro Fieristico di Bordeaux, intanto, trovano riparo 2.500 sfollati.

 

A Parentis la battaglia non conosce tregua

Spostiamoci di qualche chilometro, a Parentis-en-Born. Qui la lotta va avanti senza sosta. La pioggia caduta nella notte e il vento momentaneamente calmo non sono bastati a domare le fiamme, e per il pomeriggio si teme una nuova ripresa delle raffiche. Diverse località vicine erano già state evacuate nella tarda serata di sabato.

 

Nel Var il fuoco divora il Gros Bessillon

C’è poi un altro fronte, lontano dalla Gironda ma altrettanto insidioso. Nel Var, l’incendio scoppiato a Pontevès ha ormai inghiottito 4.500 ettari, arrampicandosi su intere porzioni del monte Gros Bessillon. Sei giorni di fuoco, partiti martedì da un campo. E con temperature che faticano a scendere, il pericolo resta altissimo.

 

Fino all’Alto Reno arriva l’odore del fumo

Un dettaglio, quasi un’immagine, per capire fin dove si spinga questa emergenza. Fino all’Alto Reno, all’altro capo del Paese, è arrivato un persistente odore di fumo.

 

Un dispositivo mai visto, tra Canadair e A400M

“Un’altra notte difficile”, ha scritto sul suo profilo X il ministro dell’Interno Laurent Nuñez, definendo la situazione molto sfavorevole. In Gironda il rogo è tornato estremamente intenso nelle prime ore, generando vento proprio e muovendosi in modo irregolare verso l’area metropolitana di Bordeaux, prima di placarsi verso l’alba. Cinque comuni in più sono stati evacuati nella notte. E il totale degli sfollati, dall’inizio del disastro, ha raggiunto quota 220.000.

 

Dietro tutto questo c’è una stagione che non concede respiro. La stessa cupola rovente che da settimane tiene sotto scacco mezza Europa, quella che ha trasformato boschi e macchia in polveriere pronte a esplodere. E che, stando ai modelli, tornerà presto a rilanciare. Perché quando la vegetazione è secca e le temperature restano incollate a valori estremi, basta davvero una scintilla.

 

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