Freddo in arrivo a inizio Novembre: primo assaggio d’Inverno

Freddo in arrivo a inizio Novembre primo assaggio dinverno sullItalia
Freddo dalla Russia a inizio Novembre: primo assaggio d’inverno e neve sull’Appennino, ma la pianura aspetta

Aria fredda verso l’Italia dopo il ponte di Ognissanti

Il cambio di stagione è ormai confermato e sarà piuttosto deciso, anzi, il meteo si prepara a regalarci un primo vero assaggio d’inverno saltando l’autunno. In effetti, l’assenza di perturbazioni oceaniche per tutto Ottobre, eccetto un’unica occasione, ci ha tolto sia le piogge sia quel sapore d’autunno, anche se al Nord Italia, dopo il tramonto e al mattino, il clima ha già quell’aria frizzante che anticipa l’inverno. Altrove, invece, si superano agevolmente i 20°C nel pomeriggio, con picchi anche di 25°C.

La configurazione che si va delineando vede una vastissima area di alta pressione, che di solito porta tempo stabile e che in questi giorni copre buona parte dell’Europa centro-meridionale, espandersi verso nord fino alla Scandinavia. Proprio questo spostamento lascerà libero un corridoio da cui l’aria artica, nel suo settore orientale, potrà scendere verso il cuore del Continente, spingendo aria fredda dalla Russia sino all’Italia. Non è una situazione abituale, ma può succedere.

Una prima incursione fredda, piuttosto rapida, interesserà l’Est Europa e parte dei Paesi centrali proprio in chiusura di Ottobre. Per l’Italia gli effetti saranno tutto sommato modesti, se si esclude un po’ di aria più fresca che scivolerà verso le regioni adriatiche e il Sud, soprattutto tra Sabato 31 Ottobre e Domenica 1 Novembre. In queste aree, fino alla Sardegna, è atteso anche un contrasto termico con il mare, ancora più che tiepido, e si avranno piogge e anche temporali, questi ultimi specialmente sulle coste ioniche e in Puglia.

Il raffreddamento più importante potrebbe invece arrivare all’inizio della prossima settimana, già in Novembre, quando le temperature sono pronte a scendere ancora. Una nuova massa d’aria fredda in arrivo dalla Russia potrebbe infatti raggiungere i Balcani e poi riversarsi sulla nostra Penisola, portando il primo assaggio d’inverno soprattutto sulle regioni orientali.

Se poi sui mari meridionali dovesse formarsi una zona di bassa pressione – una specie di vortice che richiama nuvole e pioggia – il tempo diventerebbe decisamente instabile al Centro-Sud, con la possibilità delle prime nevicate della stagione sulle montagne dell’Appennino. Pensate un po’: quella neve che in questi anni fatica spesso a mostrarsi d’inverno, in questo assurdo 2026 dominato da un’estate rovente, si avrebbe ai primi di Novembre.

 

Inverno in anticipo, ma potrebbe durare poco, oppure no

Insomma, l’inverno sembra avere parecchia fretta di arrivare e questo, personalmente, non è un buon segnale. C’è già chi inizia a domandarsi quando arriveranno il primo vero gelo e la prima neve in pianura.

Per ora è presto per dirlo con certezza, ma difficilmente la neve potrà scendere fino in pianura prima dell’inizio di Dicembre, in particolare al Nord, e se questo inverno dovesse somigliare a quelli degli ultimi anni le occasioni sarebbero davvero poche. La neve in pianura sembra ormai, obiettivamente, un evento del passato, una situazione meteo occasionale che ha stravolto ogni media di nevosità, soprattutto in Valle Padana.

 

Perché la neve in Pianura Padana è diventata così rara

Fino a qualche decennio fa vedere la neve era del tutto normale, specialmente nella parte occidentale della Pianura Padana, mentre negli ultimi dieci anni il clima invernale di quest’area è cambiato tantissimo e i fiocchi si sono fatti vedere sempre meno.

Il Riscaldamento Globale ha la sua parte di colpa, ma non è l’unico motivo: stiamo attraversando anche un periodo sfavorevole, in cui le discese di aria fredda sono meno frequenti e d’inverno domina spesso l’alta pressione, che tiene lontane nuvole e precipitazioni. E le temperature medie più alte, va detto, non aiutano di certo. Le cause sono diverse e vengono da lontano, non è questo il momento di approfondirle, però il solo cambiamento climatico non è al momento sufficiente per azzerare le nevicate padane.

Ricordo, specialmente ai più giovani, che in passato la Valle Padana era famosa per le cosiddette nevicate da addolcimento: succedeva quando aria più mite e umida scorreva sopra uno strato di aria fredda rimasto fermo vicino al suolo (il cuscinetto freddo padano), così le precipitazioni che si formavano in quota arrivavano a terra sotto forma di neve. Oggi questo meccanismo si verifica sempre più di rado, proprio perché mancano le ondate di gelo che servono a generare quello strato di aria fredda in pianura.

Il freddo anticipato di Novembre, ammesso che venga confermato, non basta comunque per capire come sarà l’inverno vero e proprio a partire da Dicembre.

Le previsioni stagionali, nella loro media, indicano una stagione più calda del normale, ma il tempo atmosferico, nel quotidiano, sa sempre riservare qualche sorpresa: non resta che sperare che questa scarsità di neve sia solo una fase passeggera e non la nuova normalità.

 

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