Il Meteo al confine con lo Spazio: dove si formano le misteriose nubi nottilucenti

C’è un tipo di nuvola che sfugge completamente a ciò che siamo abituati a vedere nel cielo quotidiano. Appaiono d’estate, al tramonto, quando il sole è già sotto l’orizzonte, eppure brillano come fossero illuminate dall’interno. Sono le nubi nottilucenti, tra i fenomeni più affascinanti e poco conosciuti del meteo estremo in alta atmosfera. Invisibili di giorno, eteree e blu-argentee di notte, sono le nuvole più alte del pianeta, ma anche le più misteriose. E, secondo alcuni scienziati, potrebbero diventare sempre più frequenti a causa dei cambiamenti climatici.

 

Dove vivono le nubi che non dovrebbero esserci

Le nubi nottilucenti si formano nella mesosfera, a circa 80–85 chilometri di quota. È una regione dell’atmosfera terrestre dove la pressione è rarissima, le temperature possono scendere sotto i -120 °C e l’aria è così rarefatta che le normali nuvole non potrebbero esistere. Eppure, in certe condizioni, microscopiche goccioline d’acqua riescono a congelarsi attorno a particelle di polvere meteorica o a minuscole molecole di origine terrestre, formando sottilissimi cristalli di ghiaccio. Ed è lì, nel buio dell’alta atmosfera, che nasce la loro luce riflessa.

Le si osserva soprattutto d’estate e ad alte latitudini, tra il 50° e il 70° parallelo, quindi in paesi come Canada, Russia, Finlandia, Regno Unito o Scozia. Tuttavia, negli ultimi anni, sono apparse anche più a sud, sfiorando persino l’Italia settentrionale. Un segnale che sta attirando sempre più l’attenzione della comunità scientifica.

 

Un meteo “spaziale” che parla del nostro clima

A rendere così affascinanti queste nubi non è solo il fatto che siano visibili solo dopo il tramonto, quando sono ancora colpite dalla luce solare radente, ma anche il loro legame con l’attività solare e la composizione dell’atmosfera superiore. La loro presenza è oggi considerata un indicatore indiretto del cambiamento climatico.

L’aumento delle concentrazioni di metano – un potente gas serra – nell’atmosfera inferiore può contribuire alla formazione di maggior vapore acqueo in alta quota, favorendo così la genesi delle nubi nottilucenti. Anche la temperatura della mesosfera, in raffreddamento per effetto dell’accumulo di calore nei bassi strati atmosferici, sembra creare un ambiente sempre più favorevole a questo tipo di fenomeni.

 

Perché oggi se ne parla di più

Negli ultimi decenni, il numero di osservazioni fotografiche di nubi nottilucenti è cresciuto vertiginosamente, grazie anche alla disponibilità di fotocamere ad alta sensibilità e all’aumento dell’interesse per i fenomeni astronomici visibili a occhio nudo. Ma i satelliti della NASA e dell’ESA hanno confermato: la loro frequenza e latitudine stanno cambiando. E non si tratta solo di una questione visiva.

Le nubi nottilucenti sono anche un terreno di studio per il meteo spaziale, ovvero quell’insieme di fenomeni che derivano dall’interazione tra il vento solare e l’atmosfera terrestre. Le particelle ad alta energia che arrivano dal Sole, soprattutto durante le tempeste geomagnetiche, possono influenzare la formazione e la luminosità di queste nubi. Sono quindi anche traccianti naturali dell’attività solare e della dinamica dei gas in alta atmosfera.

 

Una poesia scientifica sospesa tra luce e silenzio

Guardarle è come osservare una pennellata di luce elettrica su un cielo profondo e blu notte. Appaiono statiche, ma cambiano forma in modo impercettibile, lasciando una sensazione di qualcosa che sfugge alla logica delle nuvole quotidiane. Sono silenziose sentinelle di un mondo sottile e rarefatto, dove il meteo terrestre incontra i margini dello spazio.

Il Meteo al confine con lo Spazio: dove si formano le misteriose nubi nottilucenti