Meteo. Maltempo, il ciclone Boris devasta l’Europa centrale. Inondazioni, vittime e dispersi

Una delle peggiori inondazioni degli ultimi decenni sta mettendo a dura prova l’Europa centrale e orientale.  I paesi maggiormente colpiti includono: Austria, Repubblica Ceca, Germania, Ungheria, Polonia, Slovacchia e Romania. Le condizioni restano precarie, con ulteriori piogge previste nelle prossime ore. 

Al momento, il bilancio parla di almeno otto vittime e migliaia di persone costrette a lasciare le loro case, con molte abitazioni sommerse e infrastrutture gravemente danneggiate. Le precipitazioni hanno raggiunto livelli record in alcune aree, con accumuli locali fino a 400 mm in soli tre giorni.IDiverse località hanno battuti i precedenti record di pioggia in 72 ore. 

In Polonia, la situazione è particolarmente grave nel sud-ovest, dove il cedimento della diga di Miedzygorze ha costretto intere comunità a evacuare. La regione di Klodzko è una delle più colpite, con strade sommerse e villaggi isolati. L’esercito è stato inviato per supportare le operazioni di soccorso, mentre alcuni valichi di frontiera con la Repubblica Ceca sono stati chiusi.

In Austria, cresce la preoccupazione per l’aumento del livello del Danubio. Evacuazioni preventive sono già in corso, mentre forti temporali e raffiche di vento hanno causato blackout diffusi nella regione del Waldviertel. Si prevede che la piena dei fiumi raggiunga il picco tra lunedì e martedì.

Anche la Romania sta affrontando gravi difficoltà, con quattro vittime e danni significativi nelle zone inondate, mentre le operazioni di soccorso sono rese complicate dalle condizioni meteorologiche. Le strade allagate rendono ancora più difficile l’accesso alle aree colpite.

Nella Repubblica Ceca, la situazione è critica nella zona di Opava, vicino al confine polacco, dove migliaia di persone sono state evacuate. Si registrano estese interruzioni di corrente e numerosi fiumi hanno superato i livelli di sicurezza.

Le cause principali di questa crisi meteorologica sono legate a una bassa pressione che staziona nell’area, circondata da anticicloni, e all’afflusso di aria calda e umida proveniente dal Mediterraneo e dal Mar Nero. Questi fattori, uniti al riscaldamento anomalo dei mari, stanno amplificando gli effetti delle precipitazioni, soprattutto nelle aree montuose. Il maltempo è destinato a perdurare, con previsioni di ulteriori piogge intense fino a martedì.

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