
La terza decade di marzo è stata ed è ancora caratterizzata in Medio Oriente da un evento meteo estremo che ha colpito gli Emirati Arabi e lo stato dell’Oman. Gravi alluvioni, innescate da un’area di bassa pressione persistente alimentata da aria molto umida proveniente dal Mare Arabico, che ha prodotto precipitazioni eccezionali per un contesto climatico desertico con accumuli anche oltre 180-200 mm, valori che in molte zone equivalgono o superano l’intera media annuale, configurando un’anomalia pluviometrica estrema. La scarsa capacità di assorbimento dei suoli aridi ha favorito lo sviluppo di alluvioni lampo nei wadi (corsi d’acqua tipici delle regioni aride) molto distruttive che hanno trascinato veicoli, danneggiato infrastrutture e isolato intere comunità, in particolare lungo la fascia settentrionale tra Muscat e Al Batinah, dove si sono registrati gli impatti più gravi. Gravi alluvioni hanno colpito anche l’area di Dubai. Le forti precipitazioni sono state accompagnate da raffiche di vento fino a circa 140-160 km/h, aggravando la pericolosità del fenomeno. Il bilancio umano conta almeno 7 vittime e diversi dispersi. Dal punto di vista climatologico, pur senza record globali assoluti certificati, l’evento si distingue per la sua eccezionalità regionale, avendo concentrato in pochi giorni quantitativi di pioggia tipici di un intero anno in un ambiente desertico, amplificando drasticamente il rischio idrogeologico e confermando la vulnerabilità dell’area a episodi di precipitazione intensa e concentrata.




