Meteo. USA, salto di stagione; il caldo record di marzo è solo all’inizio

E’ appena iniziata l’eccezionale ondata di caldo negli Stati Uniti e già sta producendo numerosi record di temperatura. E nei prossimi giorni il caldo è destinato a intensificarsi ulteriormente, soprattutto negli Stati occidentali e centrali. Non è solo l’intensità dell’ondata di calore a colpire per questo periodo dell’anno ma anche la persistenza.

Sono già decine le località che hanno stabilito nuovi record mensili di marzo, mentre altre si stanno avvicinando, e in alcuni casi potrebbero superare, valori tipici di aprile. Solo nella giornata del 18 marzo, tra California e Sud-Ovest degli Stati Uniti, numerose stazioni hanno battuto o eguagliato record giornalieri e mensili, con temperature fino a 40-42°C n aree come Palm Springs, Indio e Thermal.

Il caldo fuori stagione non è confinato a singole aree: una vasta fascia di anomalie termiche si estende dal Pacifico alle Grandi Pianure e dal Canada al Messico, con scarti localmente superiori ai +10/+15°C rispetto alle medie del periodo

A Fort Collins, in Colorado, si sono raggiunti circa 29°C, una temperatura tipica di fine giugno. In California più località hanno toccato o superato i record nello stesso giorno. A Phoenix, in Arizona, si potrebbero raggiungere i 42°C, un valore che, se confermato, rappresenterebbe la comparsa più precoce di temperature di questo livello nella serie storica iniziata nel 1895, con oltre un mese di anticipo rispetto al precedente record.

Si tratta, a tutti gli effetti, di un salto di stagione, con condizioni tipiche della tarda primavera o dell’inizio dell’estate che si manifestano già a marzo.

Alla base dell’evento c’è una vasta area di alta pressione, un cosiddetto heat dome, che agisce come un coperchio sull’atmosfera, limitando il ricambio d’aria e favorendo un accumulo progressivo di calore su aree molto estese.

Configurazioni di questo tipo non sono nuove. Tuttavia, in un clima che si sta progressivamente riscaldando, eventi simili tendono a produrre temperature più elevate rispetto al passato. Quando i record cadono contemporaneamente su porzioni così ampie di territorio, il segnale non è più locale, ma riguarda l’intero sistema atmosferico.

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