Pasqua e Pasquetta: gli ultimi aggiornamenti meteo, da ECMWF speranze di un miglioramento

Il quadro che emerge dagli ultimi aggiornamenti dei modelli continua a non essere del tutto rassicurante. La prossima settimana ha ormai preso forma nei centri di calcolo internazionali e quello che si profila è uno scenario ostico, segnato da una seconda irruzione artica capace di condizionare sensibilmente il meteo sull’Italia per gran parte della settimana.  Tuttavia, proprio per Pasqua e Pasquetta, soprattutto dal modello ECMWF, giungono novità interessanti.

 

Il Vortice Polare ha già fatto i danni

Per capire davvero cosa sta succedendo bisogna risalire alla radice del problema, guardare in quota. Il Vortice Polare si è frammentato con settimane di anticipo rispetto alla norma, travolto da un imponente Stratwarming, ovvero un riscaldamento stratosferico che ne ha decretato il collasso anticipato. Di solito questo processo si completa tra metà Aprile e inizio Maggio: quest’anno è già avvenuto, e le conseguenze in troposfera si sentono eccome.

Quando il Vortice Polare si spezza, la corrente a getto si sgretola e perde coerenza, aprendo varchi enormi alle discese fredde verso le medie latitudini. È esattamente quello che sta succedendo adesso. L’Alta pressione non riesce a consolidarsi con continuità sull’Europa centrale e mediterranea, e ogni tentativo di miglioramento viene rapidamente disinnescato da nuovi impulsi instabili provenienti da nord.

 

Perché l’Alta pressione non basta

L’anticiclone, in questo momento, staziona sulla Penisola Iberica e più in generale sull’Europa occidentale. In alcune emissioni si sta profilando un possibile suo allungamento verso est proprio nel weekend di Pasqua, abbastanza da garantire qualche giornata di sole e un rialzo delle temperature. Tuttavia è una situazione ancora rischio. La colonna atmosferica risente degli effetti dello split del Vortice Polare, e in queste condizioni parlare di consolidamento anticiclonico stabile è pura fantascienza.

Eppure quella vicinanza dell’anticiclone rimane l’unico elemento che potrebbe ribaltare i pronostici. Se i modelli dovessero improvvisamente correggere la rotta, come sta facendo ECMWF nelle sue ultime emissioni, proponendo uno scenario più favorevole, la presenza di un’alta pressione già posizionata nelle vicinanze potrebbe in teoria inibire nuovi disturbi. Le probabilità, in questo momento, sono ancora basse ma in crescita.

 

Pasqua a rischio: cosa dicono i modelli

Il peggioramento atteso a metà della prossima settimana potrebbe lasciare strascichi importanti anche nei giorni successivi, quelli delle festività pasquali. Non è affatto detto che tra Sabato 4 Aprile e Lunedì 6 Aprile si riesca a godere di un tempo degno di una gita fuori porta. L’aria fredda prevista in ingresso porterà con sé caratteri spiccatamente invernali, con precipitazioni ancora da quantificare con precisione ma certamente non trascurabili. Attualmente sembra probabile un sabato all’insegna ancora della marcata instabilità, mentre tra domenica e lunedì l’anticiclone potrebbe proteggere maggiormente soprattutto il versante occidentale e il Settentrione d’Italia. Più a rischio rimangono le regioni meridionali e adriatiche.

C’è però un secondo elemento che pesa sulle previsioni di medio termine. L’atmosfera, in questo momento, non è strutturalmente incline a miglioramenti duraturi. Il flusso perturbato che attanaglia l’Europa non accenna a mollare la presa, e ogni spiraglio si richiude rapidamente. Lo confermano gli ultimi aggiornamenti modellistici, che mostrano anomalie termiche negative ben pronunciate a 850 hPa sul bacino del Mediterraneo e sulla nostra penisola.

 

Un freddo che potrebbe durare fino ad Aprile inoltrato

Quello che sorprende, e non poco, è la possibile durata di questo scenario. Anche se dovesse esserci il miglioramento pasquale, potrebbe non essere duraturo. Le speranze di una svolta primaverile stabile si spostano sempre più in avanti nel calendario. Forse sino alla fine della prima decade di Aprile il tempo manterrà connotati più tardo invernali che pienamente primaverili, confermando le sensazioni già espresse nelle scorse settimane. Avevamo detto che la prima metà di Aprile avrebbe potuto restare nel segno dell’instabilità artica: per il momento, tutto sembra procedere esattamente in quella direzione. Insomma, la primavera vera, quella delle maniche corte e delle serate piacevoli, è ancora lontana dall’affermarsi con decisione.

 

Credit

ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts

NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration

DWD – Deutscher Wetterdienst

GFS – NCEP Global Forecast System

Météo-France

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