Roma più fredda di New York, ecco cosa potrebbe accadere se…

Se il nostro pianeta invertisse improvvisamente il suo senso di rotazione, muovendosi in modo orario come accade su Venere, l’intero sistema climatico globale verrebbe riscritto da zero. La Forza di Coriolis, che oggi devia i venti verso destra nell’emisfero settentrionale, agirebbe in direzione opposta, ribaltando la circolazione atmosferica generale. In questo scenario ipotetico, le correnti zonali non soffierebbero più da ovest verso est, ma procederebbero da Oriente verso Occidente, trasformando radicalmente il volto meteorologico di intere nazioni e continenti.

 

Il nuovo volto di New York e la fine del gelo americano

In una Terra a rotazione invertita, la costa orientale degli Stati Uniti vivrebbe una vera e propria rivoluzione. New York, che oggi subisce gli assalti del gelo canadese trasportato dai venti occidentali, si troverebbe immersa in un flusso costante proveniente dall’Oceano Atlantico. Le masse d’aria, viaggiando sopra la superficie marina prima di toccare la terraferma, arriverebbero sulla Grande Mela cariche di umidità e con temperature mitigate dal volano termico dell’oceano. Gli inverni newyorkesi diventerebbero incredibilmente dolci, piovosi e simili a quelli della California settentrionale o della Francia atlantica, con la neve che diverrebbe un fenomeno raro e quasi leggendario.

 

Roma, una capitale dal clima continentale e dal gelido inverno

Al contrario, la situazione per l’Italia e per Roma diverrebbe decisamente più severa. La Città Eterna, oggi protetta e mitigata dal flusso oceanico costante, verrebbe investita direttamente dalle correnti provenienti dall’entroterra euroasiatico. Senza più lo scudo delle correnti occidentali, Roma si trasformerebbe in una città dal clima spiccatamente continentale, dove le irruzioni di aria gelida dai Balcani diventerebbero la norma durante la stagione invernale. Le nevicate sarebbero frequenti e abbondanti, con temperature minime che crollerebbero costantemente sotto lo zero. In estate il clima potrebbe essere in parte mitigato dalle brezze di un Mar Tirreno più freddo di quanto sia attualmente, ma tutto il bacino del Mar Mediterraneo potrebbe anche essere soggetto a forti oscillazioni climatiche ed evento meteo estremi dettati da un continuo scontro tra aria calda e umida proveniente da Sud e fredda e più secca da Nord.

 

Mosca e il cuore dell’anticiclone termico euroasiatico

Un altro cambiamento drastico riguarderebbe la Russia e l’Europa Orientale. Mosca si troverebbe in una posizione climatica ancora più estrema di quella attuale. La città si troverebbe assi più vicino al fulcro del mastodontico Anticiclone termico euroasiatico, che in questo scenario si sposterebbe più a occidente rispetto alla sua posizione attuale. Troppo lontana dall’Oceano Pacifico per riceverne i benefici, la capitale russa sprofonderebbe in inverni infiniti e immobilizzati da una pressione altissima e temperature glaciali stazionarie, ben più rigide di quelle odierne. Anche la Norvegia subirebbe una sorte simile, con i venti di terra che trasformerebbero i suoi fiordi in distese di ghiaccio perenne, cancellando l’effetto benefico della Corrente del Golfo, che in questo mondo girerebbe in senso inverso o sparirebbe del tutto.

 

La riscossa climatica della Siberia Orientale e dell’Asia

Mentre l’Europa e la costa est americana vedrebbero i loro climi stravolti, l’Asia orientale sperimenterebbe un miglioramento sensibile delle condizioni invernali. La Siberia Orientale, oggi polo del freddo emisferico, riceverebbe correnti più miti provenienti dall’Oceano Pacifico, che mitighererebbero le temperature estreme. Anche l’inverno in Cina e nella Corea risulterebbe decisamente più dolce, poiché i venti non soffierebbero più dalle lande gelate dell’interno verso il mare, ma porterebbero l’aria oceanica verso il continente, ribaltando i regimi monsonici invernali che oggi rendono gelide città come Pechino o Seul.

 

Los Angeles e il nuovo volto del Pacifico

Sulla costa occidentale degli Stati Uniti, il cambiamento sarebbe altrettanto netto. Los Angeles, abituata alla mitezza del Pacifico, verrebbe investita da venti caldi e secchi provenienti dalle zone desertiche interne dell’Arizona e del Nevada. Senza la brezza marina rinfrescante, la metropoli californiana vedrebbe impennarsi le temperature medie estive, assumendo caratteristiche climatiche più simili a quelle delle zone subtropicali interne, con un regime di precipitazioni completamente differente e potenzialmente più instabile a causa dei contrasti termici con il vicino oceano.

 

Un’ipotesi tra scienza e fantascienza

È fondamentale sottolineare che questo scenario, pur essendo estremamente affascinante dal punto di vista della fisica atmosferica e della climatologia, appartiene esclusivamente al regno delle ipotesi teoriche e dei modelli matematici. La Terra non può invertire il proprio senso di rotazione spontaneamente, a causa della ferrea legge di conservazione del momento angolare, la quale mantiene il nostro pianeta in una rotazione costante da miliardi di anni. Per modificare un movimento così massiccio, servirebbe un intervento esterno di proporzioni inimmaginabili, come ad esempio un impatto con un immenso meteorite o un corpo celeste di dimensioni planetarie.

In una simile eventualità, tuttavia, il cambiamento del meteo a Roma o a New York sarebbe l’ultimo dei nostri problemi, un urto di tale portata sprigionerebbe un’energia così devastante da provocare, con ogni probabilità, la sparizione immediata della vita sulla Terra e la sicura estinzione del genere umano. Di conseguenza, possiamo continuare a osservare il sole che sorge a Est senza alcuna preoccupazione reale, trattando questa analisi per quello che è, ovvero un puro e stimolante gioco intellettuale volto a comprendere meglio i delicati equilibri che regolano il nostro clima attuale.

 

Credit:

Max Planck Institute for Meteorology

NASA – Earth Observatory

ESA – European Space Agency

 

Roma più fredda di New York, ecco cosa potrebbe accadere se…