Settembre dal meteo estivo con diversi nubifragi e grandinate

Settembre tra alta pressione e piogge: la tendenza di ECMWF settimana per settimana

L’estate 2026 non ha ancora esaurito le cartucce. Manca poco più di una settimana alla chiusura di Agosto e con essa alla fine ufficiale dell’estate meteorologica, una stagione che si farà ricordare a lungo per la persistenza del caldo di Luglio e delle prime tre decadi di Agosto. Eppure, proprio adesso che tutto sembrava apparecchiato per il declino fisiologico della bella stagione, le simulazioni dei centri di calcolo internazionali raccontano che verrà una fortissima ondata di calore, per altro, anche duratura, parrebbe.

 

Il colpo di coda prima della svolta

La circolazione atmosferica vede da alcuni giorni l’Italia contesa fra più figure bariche. L’Anticiclone Africano si allunga con facilità sul Sud Italia, mentre il flusso più fresco oceanico spinge impulsi instabili verso il Nord e in parte sulle regioni centrali. La marcata differenza termica fra le due masse d’aria alimenta l’instabilità e accentua i temporali, con fenomeni violenti e nubifragi, come sta accadendo con il maltempo in transito dalle regioni settentrionali verso quelle centrali.

Dall’inizio della prossima settimana l’anticiclone subtropicale troverà forze sorprendenti per risalire la china. Fra il 25 e il 26 Agosto la struttura calda potrà spingersi notevolmente più a nord, inglobando dapprima il Centro-Sud e poi persino il Nord, costringendo i fronti perturbati a viaggiare a latitudini superiori: un vero e proprio dietrofront delle prime manovre autunnali, con una nuova furiosa espansione anticiclonica in arrivo.

A seguito di questa rimonta, una probabile fiammata rovente sahariana potrebbe avvolgere il Centro-Sud, partendo dalle due Isole Maggiori. Le temperature potrebbero impennarsi fino a picchi di 40-42°C e oltre, con valori davvero eccezionali per il periodo, e le aree interne sarebbero le prime a farne le spese.

 

Il mare surriscaldato è la vera incognita

C’è un elemento che pesa più di ogni altro sulle prospettive delle prossime settimane, ed è la temperatura dell’acqua. Tutto il calore accumulato in questi mesi ha avuto una sola valvola di sfogo: il Mediterraneo. Il bacino funge da grande accumulatore, e l’energia in eccesso presente in atmosfera si è trasferita nell’acqua, prima in superficie e poi in profondità. Le attuali temperature dei nostri mari risultano nettamente superiori alle medie stagionali, con anomalie che nel settore occidentale del bacino hanno raggiunto valori impressionanti.

Significa che l’energia termica disponibile è presente in quantità esagerata. Di conseguenza, che i primi veri peggioramenti autunnali potrebbero avvalersi di tutto questo carburante per dar luogo a ondate di maltempo di intensità preoccupante. È un meccanismo già osservato anche questi giorni.

Va aggiunto un dato di contesto climatico: le grandi vampate di calore dopo Ferragosto sono diventate sempre più frequenti, senza più quella classica rottura stagionale che interveniva attorno alla metà di Agosto fino a venti o trent’anni fa. Il Riscaldamento Globale ha ridisegnato il finale d’estate.

 

La tendenza mensile

Stando all’ultima proiezione mensile del modello matematico europeo ECMWF, il Mediterraneo centrale e l’Italia potrebbero continuare a vedere una buona prestazione dell’alta pressione anche nel corso di Settembre. Compatibilmente con il declino naturale della bella stagione, la performance anticiclonica risulterebbe però più discontinua, con ricorrenti infiltrazioni di aria umida oceanica: nelle simulazioni si evidenzia infatti una struttura anticiclonica più marcata sull’ovest del bacino e verso la Penisola Iberica che non sul Mediterraneo centrale.

Va sempre ribadito che queste tendenze mensili hanno validità puramente indicativa: non costituiscono una previsione in senso stretto, ma si basano su una possibile configurazione barica di massima a scala euro-atlantica, come spiegato anche nell’approfondimento sulle proiezioni per l’intero trimestre autunnale. Dalle simulazioni generali trasparirebbe un’alta pressione con aria comunque abbastanza calda, interrotta di tanto in tanto da scorribande di impulsi instabili nordatlantici lungo il bordo orientale dell’anticiclone.

Nella prima settimana l’alta pressione potrebbe risultare più solida sulle regioni meridionali e insulari, con giornate stabili e molto calde, se non roventi, intervallate ogni tanto da infiltrazioni fresche in quota capaci di portare qualche rovescio o temporale, in particolare sulle aree interne e sul basso Adriatico. L’anticiclone sarebbe presente anche su buona parte del Centro Italia, seppure in forma più contenuta e con maggiore probabilità di instabilità pomeridiana in prossimità dei rilievi. Su questo settore va tenuta d’occhio una maggiore cedevolezza barica per la Toscana e localmente anche per l’Umbria, dove le infiltrazioni umide occidentali potrebbero risultare più sostanziose e i temporali, di conseguenza, più ricorrenti e diffusi. Anche le regioni settentrionali risulterebbero più aperte al flusso umido occidentale, con rovesci e temporali ripetuti, magari più intensi sulle aree alpine e prealpine. Ma comunque, si rischia anche qui temperatura sopra la media.

In termini di anomalia pluviometrica, il modello traccia per questa prima parte del mese un quantitativo più o meno in linea con le medie del periodo sulle regioni adriatiche, su quelle appenniniche, sulla Sardegna, sul centro-sud della Sicilia e diffusamente sulle aree centro-orientali del Nord, esclusi il Friuli Venezia Giulia e l’area dolomitica, dove le piogge scenderebbero un po’ sotto la norma. Leggermente sotto media anche le regioni tirreniche e il Nord-Ovest, comprese le pianure attorno a Milano. Sul fronte termico, valori sopra le medie al Sud e al Centro di 1-3°C, leggermente sopra la norma al Nord.

 

La seconda settimana presenterebbe caratteristiche pressoché analoghe alla prima, con flussi instabili più ricorrenti verso le regioni settentrionali e centrali, meno al Sud; rispetto alla fase precedente, tuttavia, anche sulle regioni meridionali potrebbe registrarsi qualche pioggia in più. I fenomeni più intensi resterebbero appannaggio del Nord, in particolare delle aree alpine e prealpine, ma anche di Toscana, Umbria e del settore centro-settentrionale dell’Appennino. Nonostante le piogge risultino presenti in via generale, il modello continua a evidenziare deficit rispetto alla norma su buona parte delle aree tirreniche e settentrionali, con valori nella media solo sulle Alpi estreme occidentali e sul Trentino Alto Adige; precipitazioni nella norma sulle aree adriatiche, su quelle appenniniche e diffusamente sulle Isole Maggiori, salvo un deficit sul nord-est della Sicilia. Le temperature si porterebbero appena sopra la media da Nord a Sud, nell’ordine di 1-2°C.

 

La seconda parte del mese cambia registro

Una variazione nella circolazione interverrebbe tra la terza e la quarta settimana. Dopo metà mese, infatti, la moderata protezione offerta dall’alta pressione potrebbe via via sfumare sotto la spinta di impulsi instabili oceanici sempre più determinati. Però, c’è un ma, il Centro Meteo Europeo prospetta temperature sopra la media per tutto settembre, io ne terrei conto.

Si andrebbe quindi verso una maggiore penetrazione di perturbazioni provenienti dalla Francia, dirette dapprima verso le regioni settentrionali e poi in scorrimento lungo la penisola, con opportunità di pioggia un po’ per tutti: ancora più ricorrenti al Nord, ma in intensificazione anche al Centro-Sud. In termini di anomalia, il quadro per le ultime due settimane vedrebbe precipitazioni nella norma o leggermente superiori alla norma, più marcate al Centro-Sud nell’ultima settimana del mese. Le temperature resterebbero ancora un po’ sopra la media nella terza settimana, nell’ordine di 1-2°C, per poi avvicinarsi gradualmente ai valori tipici del periodo soltanto nella parte conclusiva.

 

Le anomalie di pioggia e temperatura sull’intero mese

Guardando al bilancio complessivo, emerge come le aree tirreniche in genere, quelle nord-orientali e diffusamente quelle nord-occidentali possano ricevere un apporto di pioggia inferiore alla media tipica del periodo. Il deficit sarebbe mediamente nella misura del 10-20%, ma localmente, come fra il nord-est del Piemonte e l’alta Toscana e sul Friuli Venezia Giulia, potrebbe arrivare al 30-40%, fino al 50% in alcune zone.

Sul resto dell’Italia, invece, le piogge risulterebbero in prevalenza nella norma, localmente un po’ superiori sul Trentino Alto Adige centro-occidentale e, in forma circoscritta, lungo l’Adriatico centrale e sui settori orientali della Sardegna. Sul fronte termico, l’andamento medio atteso per l’intero decorso del mese conferma un quadro sopra la media, seppure senza particolari eccessi, con valori compresi fra 1 e 3°C oltre la norma un po’ su tutto il territorio.

 

Che cosa aspettarsi in concreto

Il messaggio complessivo è chiaro: la prima metà di Settembre manterrà un’impronta ancora estiva, con caldo moderato ma persistente e piogge irregolari, concentrate soprattutto sui rilievi e sul versante occidentale della penisola. La svolta vera, quella che riporta le perturbazioni atlantiche a scorrere sistematicamente sull’Italia, si collocherebbe dopo la metà del mese.

Con un Mediterraneo carico di energia come quello attuale, ogni cedimento anticiclonico va guardato con attenzione: quando l’aria fresca in quota incontrerà una superficie marina così calda, il rischio di rovesci concentrati, nubifragi e sistemi temporaleschi organizzati sarà tutt’altro che teorico. Un eventuale ritorno di giornate soleggiate e sopra media, in questo senso, non farebbe che aggravare il problema, aumentando ulteriormente il contenuto energetico del bacino. La stagione, insomma, non finirà in punta di piedi.

 

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