Temporali secchi: una delle più spettacolari e rischiose manifestazioni del meteo estremo

Immagina un cielo cupo che si accende di lampi, un boato improvviso in lontananza… ma nessuna goccia d’acqua cade al suolo. È una scena reale, non un paradosso meteorologico. I temporali asciutti – o dry thunderstorms, come vengono chiamati nei paesi anglosassoni – sono fenomeni atmosferici tanto spettacolari quanto pericolosi. Si manifestano con intensa attività elettrica, ma assenza di pioggia al suolo, un dettaglio che li rende quasi invisibili al rischio immediato, eppure potenzialmente devastanti, soprattutto in estate e nelle aree già aride.

 

Quando il temporale tradisce le aspettative

Il classico temporale porta pioggia, vento, talvolta grandine. Ma in certi contesti geografici e stagionali – soprattutto in presenza di aria molto secca negli strati bassi dell’atmosfera – la pioggia che si forma in quota evapora completamente prima di toccare terra. L’effetto si chiama virga, e si manifesta visivamente con “striature” verticali sotto le nubi temporalesche che però non arrivano mai al suolo.

Ciò che resta di questo processo è un temporale elettrico puro, privo della componente benefica della pioggia, ma capace di produrre centinaia di fulmini, spesso nuvola-terra, che possono colpire in modo casuale anche a diversi chilometri di distanza dal cuore della cella temporalesca.

 

Incendi silenziosi: quando il fulmine anticipa le fiamme

È in questi contesti che i temporali asciutti mostrano il loro lato più inquietante: sono tra i principali responsabili di incendi boschivi innescati da cause naturali. Un solo fulmine, in assenza di pioggia, può colpire un albero secco, una distesa erbosa, un bosco già provato dalla siccità, e dare il via a un rogo latente che esplode ore dopo, quando le condizioni di vento e calore lo alimentano.

In regioni come il Sud della Francia, la California, l’Australia centrale e sempre più spesso anche in Sardegna, Sicilia e Puglia, i temporali asciutti sono sorvegliati speciali durante le ondate di calore. I sistemi di allerta incendi incrociano i modelli meteo con le mappe di fulminazione, proprio per prevedere questi inneschi silenziosi.

 

Un rischio anche per la rete elettrica e i trasporti

Ma non è solo il fuoco a rendere insidiosi questi temporali. I fulmini secchi, specie quelli positivi (più rari, ma molto più energetici), possono danneggiare linee elettriche, interrompere trasmissioni radio e mandare in tilt sistemi di segnalazione ferroviaria o comunicazioni aeroportuali, senza il “preavviso” di una pioggia che li accompagni. È come se il meteo giocasse a nascondino con la sicurezza.

Inoltre, la combinazione tra scariche elettriche e vento discendente caldo e secco – il cosiddetto downburst – può produrre raffiche improvvise in zone dove nulla fa pensare a un evento in arrivo. È il caso di molti episodi di danni da vento o black-out improvvisi registrati in Pianura Padana e nell’Italia centrale durante le estati più calde.

 

L’Italia e i temporali senza pioggia: un fenomeno in aumento

Negli ultimi anni, anche l’Italia ha cominciato a sperimentare questi eventi con maggiore frequenza. Le estati sempre più calde e asciutte stanno allargando le condizioni favorevoli alla formazione di cella temporalesche “secche” in aree interne appenniniche, nell’entroterra sardo, nelle valli alpine meridionali e in certe zone dell’Adriatico meridionale.

Alcuni dei peggiori incendi estivi degli ultimi decenni – come quello che colpì il Montiferru in Sardegna nel 2021 – sono stati innescati da fulmini in condizioni di pioggia evaporata. Fenomeni non rari, ma ancora sottovalutati nella percezione collettiva del rischio meteorologico.

 

Prevederli è difficile, ma non impossibile

I temporali asciutti non sono semplici da intercettare, ma gli strumenti esistono: radar meteorologici, satelliti e reti di rilevamento fulmini possono aiutare a identificare dove e quando i fulmini colpiranno senza portare pioggia. Le agenzie meteorologiche e le protezioni civili stanno iniziando a integrare queste informazioni nei bollettini di rischio, ma resta ancora molto da fare sul fronte della comunicazione.

Capire che non serve la pioggia per avere un temporale pericoloso è un messaggio che può fare la differenza, soprattutto in un clima sempre più estremo.

Temporali secchi: una delle più spettacolari e rischiose manifestazioni del meteo estremo