
Negli ultimi giorni, tra il 6 e l’8 febbraio, la situazione in Giappone è ulteriormente peggiorata a causa di nuove e intense nevicate che hanno colpito soprattutto le regioni settentrionali e il versante del Mar del Giappone. Il bilancio ufficiale parla di 46 morti e oltre 500 feriti dall’inizio dell’ondata di maltempo, con diversi decessi avvenuti proprio negli ultimi giorni, spesso durante la rimozione della neve dai tetti o in seguito a cadute e incidenti domestici.

Le nevicate hanno causato gravi disagi ai trasporti, con la cancellazione di numerosi voli, inclusi collegamenti da e per Tokyo Haneda che hanno coinvolto più di 12000 passeggeri, e interruzioni ferroviarie, comprese alcune linee ad alta velocità. In diverse prefetture si sono registrati blackout elettrici, strade impraticabili e difficoltà per i mezzi di soccorso, costretti in alcuni casi a procedere a piedi.


Alle nevicate si sono aggiunte temperature eccezionalmente basse, con valori da record in molte località del Giappone centrale e orientale: –10,3 °C a Oume, -11,7 °C a Kanuma, -10,7 °C a Nakatsugawa e -9,7 °C a Narita, mentre Yao ha toccato -4,8 °C e Haneda -3,8 °C. Anche Tokyo è scesa fino a circa -3 °C, valore molto raro per la capitale. Secondo i dati disponibili, ad eccezione di Tokyo, si tratta di record assoluti di temperatura minima per diverse stazioni, a conferma di un’ondata di freddo di intensità straordinaria.

L’atteso aumento delle temperature nei prossimi giorni potrebbe rendere la situazione ancora più pericolosa, aumentando il rischio di valanghe, crolli di neve dai tetti e superfici estremamente scivolose, mentre in alcune aree la neve accumulata raggiunge già i due metri di spessore.
