
Il cielo, in fondo, è un orologio. Lento, preciso al secondo, ed ecco che gli appuntamenti dei prossimi decenni sono già scritti tutti. Ci siamo appena lasciati alle spalle il 12 agosto 2026, con quella parziale profondissima che al Nord-Ovest e in Sardegna ha sfiorato percentuali da capogiro mentre il Sole scivolava sotto l’orizzonte. Chi c’era, ne ha visto poco o niente a seconda della collina che aveva davanti. Chi non c’era, adesso vuole sapere una cosa sola: quando tocca di nuovo a noi?
La risposta richiede un po’ di pazienza. Perché il calendario delle eclissi solari centrali – totali e anulari, cioè quelle in cui la Luna copre il disco per intero oppure ne lascia scoperto un anello di luce – è generoso con il resto del pianeta e piuttosto avaro con la nostra penisola.
Il 2027 e il 2028, due anni da cerchiare
Si parte il 6 febbraio 2027 con un’eclissi anulare di magnitudine 0,928 e una durata massima di circa 7 minuti e 51 secondi. Il percorso passa su Cile, Argentina e Oceano Atlantico. Roba per pochi geograficamente parlando.
Poi arriva lei, quella vicina a noi, il 2 agosto 2027, magnitudine 1,079, durata massima 6 minuti e 23 secondi: una delle totalità più lunghe e più accessibili del secolo. La fascia attraversa Spagna meridionale, Gibilterra, Marocco, Algeria, Tunisia, Libia, Egitto – con Luxor in posizione da manuale – e prosegue verso Arabia Saudita, Yemen e Somalia. Sei minuti abbondanti di notte in pieno giorno. Per capirci, la maggior parte delle totalità che capita di vedere in una vita si ferma attorno ai due minuti: un divario che in astronomia vale come un’era geologica.
Il 26 gennaio 2028 un’anulare di magnitudine 0,921 tocca i 10 minuti e 27 secondi di durata massima, cifra davvero notevole, con un tracciato che parte da Ecuador, Perù, Brasile e Suriname per andare a chiudere su Portogallo e Spagna. Il 22 luglio 2028, invece, la totalità – magnitudine 1,056, circa 5 minuti e 10 secondi – si sposta agli antipodi, tra Australia e Nuova Zelanda, con Sydney che si aggiudica quasi quattro minuti di buio pieno. Una capitale economica dentro la fascia di totalità: capita di rado.
Dal 2030 al 2035, il decennio più fitto
Il 1 giugno 2030 un’altra anulare, magnitudine 0,944 e durata massima intorno ai 5 minuti e 21 secondi, disegna un arco lunghissimo: Algeria, Tunisia, Grecia, Turchia, Russia, Cina settentrionale e Giappone. Il 25 novembre 2030 tocca invece all’emisfero australe, con una totale di magnitudine 1,047 e circa 3 minuti e 44 secondi su Namibia, Botswana, Sudafrica, Lesotho e Australia.
E poi? Poi si va avanti fitto. 21 maggio 2031, anulare tra Africa, India e Indonesia. 14 novembre 2031, un’eclissi ibrida – quel raro caso in cui lo stesso evento si mostra anulare in un tratto del percorso e totale in un altro – sul Pacifico e su Panamá. 30 marzo 2033, totale su Alaska e Russia orientale. 20 marzo 2034, una totale che attraversa mezzo mondo: Africa centrale, Egitto, Arabia Saudita, Iran, Afghanistan, Pakistan, India, Cina. 12 settembre 2034, anulare sul Sud America. 9 marzo 2035, ancora anulare. 2 settembre 2035, totale su Cina, Corea del Nord e Giappone.
E poi il 13 luglio 2037 una totale su Australia e Nuova Zelanda, il 12 agosto 2045 una totale lunga sugli Stati Uniti. In media, a livello globale, si verificano circa due o tre eclissi centrali all’anno. Sembrano tante. Il punto è dove cadono.
Le eclissi visibili in Italia, data per data
Qui il discorso si stringe parecchio, perché l’Italia finisce raramente dentro la fascia di totalità o di anularità. Va detto: è una questione di pura geometria orbitale, non di sfortuna.
Il 2 agosto 2027 sarà comunque un giorno da ricordare. La totalità vera e propria cadrà in mare, al largo di Lampedusa, dentro le acque territoriali italiane, a circa 20 chilometri dalla costa sud-occidentale. Sulla terraferma resterà una parziale eccezionalmente profonda in tarda mattinata, fino al 93-99% in Sicilia e al Sud. Non è la corona solare, d’accordo, ma è un crepuscolo anomalo che scende sul mezzogiorno d’agosto. Tenete conto che il 100% è molto differente di un eclissi visibile con copertura solare al 99%.
Il 26 gennaio 2028 l’anello di fuoco passerà da Spagna e Portogallo, e da noi si vedrà soltanto una parziale, con valori fino a circa il 40-50% in alcune zone del Nord-Ovest e in Sardegna, per giunta al tramonto (insomma). Il 1 giugno 2030, invece, la fascia anulare correrà su Nord Africa, Malta e Grecia: in Italia parziale mattutina, fino all’80-90% al Sud e attorno al 65-75% tra Centro e Nord.
Poi il silenzio, dovranno trascorrere molti anni per vederne una, fino al 5 novembre 2059, quando l’anularità centrale toccherà per la prima volta davvero la terraferma italiana, su Sicilia e Sardegna. Il 13 luglio 2075 sarà la volta della fascia Toscana-Emilia-Veneto, con il Sole che sorgerà già quasi eclissato. E per la totalità bisognerà aspettare il 3 settembre 2081, quando l’ombra scenderà sul Nord-Est, tra Trentino-Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e parte del Veneto, con durate fino a 3-3,5 minuti in alcune località, Bolzano e Udine comprese.
Riassumendo il quadro nostrano: nel 2027 un’eclissi quasi totale e spettacolare al Sud e al largo di Lampedusa, poi fino al 2059 nessuna fascia di anularità o totalità sulla terraferma, e la prossima totalità vera su suolo italiano soltanto il 3 settembre 2081.
Filtri certificati, sempre e comunque
Un promemoria che non è mai superfluo. Tutte le eclissi parziali, anche quelle profonde, richiedono sempre filtri solari certificati oppure metodi indiretti di osservazione. Mai guardare il Sole a occhio nudo, mai con strumenti non protetti. La retina non fa male mentre si danneggia: se ne accorge dopo, quando ormai è tardi. Un’eclissi, tra l’altro, non è solo uno spettacolo: ha effetti misurabili anche sul tempo locale, dalla temperatura che scivola all’improvviso alla nuvolosità che si dirada, come è stato osservato anche in occasione dell’evento europeo di quest’estate.
Credit
- NASA Eclipse Web Site – Solar Eclipses: 2021-2030
- NASA Eclipse Web Site – Solar Eclipses: 2031-2040
- NASA – Five Millennium Catalog of Solar Eclipses
- ESA – A look back at the 2026 total solar eclipse
- ESA – Safety tips for observing the Sun
Eclissi totale di Sole, tutte le date: quando l’Italia vedrà il buio