
Temporali violenti sull’Italia: le aree a rischio fino a domenica 23
Chi mastica meteorologia lo sa bene: quando il Mediterraneo occidentale arriva a fine agosto con un contenuto di calore fuori scala, per accendere la miccia serve pochissimo. E la miccia, stavolta, risulta già accesa. Da oggi, giovedì 20 agosto, e fino a domenica 23, un’estesa ondata temporalesca attraverserà il bacino da ovest verso est, con un percorso che i modelli matematici disegnano ormai da giorni con una convergenza inusuale.
Va detto subito: non si tratta dei soliti temporali di calore che si accendono sulle creste alpine nel primo pomeriggio e si spengono al tramonto. Qui la dinamica è un’altra, e riguarda il mare aperto prima ancora della terraferma. Ne abbiamo già parlato analizzando la fase temporalesca destinata a durare fino al 26 agosto, ed è proprio quella la cornice dentro cui si inserisce l’episodio delle prossime ore.
Una saccatura che scivola da ovest, con il mare pronto a rispondere
L’ingrediente principale non è la perturbazione. È l’acqua sotto di essa.
Le correnti in quota, sospinte da un cavo depressionario che si allunga verso la Penisola Iberica, scorrono da sud-ovest e pescano aria umida direttamente sopra un mare surriscaldato. Il risultato è un’atmosfera instabile fino agli strati alti, con energia potenziale disponibile per la convezione – il famoso CAPE, in pratica il carburante dei temporali – stimata da alcune elaborazioni nell’ordine dei 4.000-5.000 joule per chilogrammo sul Mar Mediterraneo occidentale. Numeri che in Italia si vedono raramente, e quasi mai su un tratto di mare così ampio.
Quando il carburante abbonda e arriva l’innesco, i temporali non si limitano a scaricare acqua. Si organizzano. Diventano strutture con un proprio ciclo di vita, capaci di autoalimentarsi per ore.
Dalle Baleari al Mar Ligure, il corridoio che preoccupa di più
Gli indici temporaleschi elaborati sul run notturno del GFS, il modello statunitense del NOAA, individuano un asse di forte instabilità che parte dal mare delle Baleari, attraversa il Golfo del Leone e il Mare di Corsica, lambisce il nord della Sardegna e va a chiudersi sul Mar Ligure. Un corridoio marittimo lungo centinaia di chilometri, tutto sopra acqua calda, tutto sotto correnti meridionali tese.
È lì che diversi colleghi europei concentrano l’attenzione. Il rischio segnalato riguarda la possibile formazione di supercelle, ovvero temporali dotati di una circolazione rotante persistente, oppure di sistemi temporaleschi marittimi particolarmente violenti. Fenomeni che nascono sul mare, e che poi possono raggiungere la costa già maturi e organizzati. Ne abbiamo scritto in modo approfondito parlando dei temporali marittimi del Mediterraneo e delle loro conseguenze quando toccano terra.
Le aree indicate come esposte, con gradi diversi di probabilità, comprendono la fascia costiera della Catalogna, le Baleari, la Corsica, il settentrione della Sardegna, il settore orientale e meridionale della Provenza, quindi la Liguria, la Toscana, l’Emilia Romagna e l’Umbria. Non tutte allo stesso modo, non tutte nello stesso momento.
Sulla Corsica e sul sud-est della Francia il periodo critico sembra concentrato tra la fine della notte fra giovedì e venerdì e la mattinata di venerdì 21 agosto. Un dettaglio che i modelli affineranno ancora, com’è normale in situazioni di questo tipo.
Le aree italiane più coinvolte tra giovedì notte e venerdì
Le mappe di precipitazione accumulata nelle ventiquattro ore che si chiudono su venerdì 21 raccontano una storia piuttosto netta. L’instabilità si concentra sull’arco alpino occidentale e centrale, sul Piemonte settentrionale, sulla Lombardia prealpina, sul Trentino Alto Adige, con un secondo nucleo ben marcato tra il Friuli Venezia Giulia e il confine sloveno. La Liguria resta nel mezzo, esposta alle correnti umide che risalgono dal mare e impattano contro l’Appennino.
Che cosa significa, tradotto? Che l’intensità dei fenomeni potrà risultare elevata proprio dove l’orografia costringe l’aria umida a salire di quota. Chi si trova a Milano, a Genova (dove infuriano temporali da stamattina) o a Torino farà bene a seguire gli aggiornamenti nelle prossime ore, perché in casi simili la differenza fra un rovescio e un nubifragio si gioca su pochi chilometri.
Attenzione anche ai colpi di vento. Le raffiche in uscita dai temporali, i cosiddetti downburst, sono spesso la componente più insidiosa, e non richiedono necessariamente piogge eccezionali per fare danni.
Il sabato sposta il baricentro verso il Centro e l’Adriatico
Poi il quadro cambia. Dalla giornata di venerdì, verso mezzogiorno, gli indici di instabilità si accendono sul Tirreno settentrionale, sull’Arcipelago Toscano, sull’Appennino centrale, tra Toscana, Umbria e alto Lazio. Il mare continua a fare la sua parte.
Tra la notte su sabato 22 agosto e la giornata stessa, il segnale più forte si trasferisce sull’Adriatico centrale e sulle regioni che vi si affacciano, Marche e Abruzzo comprese, con un prolungamento verso le coste balcaniche. Compare inoltre un nucleo secondario tra il Canale di Sicilia e la Tunisia settentrionale. Sul Nord Italia, intanto, le precipitazioni tendono a scivolare oltre le Alpi, in direzione dell’Europa centro-orientale.
Chi si trova a Firenze, a Bologna o lungo la riviera adriatica dovrà quindi mettere in conto un fine settimana meno tranquillo del previsto. Nulla che assomigli a una svolta autunnale, sia chiaro: la questione della rottura dell’estate resta un’altra faccenda, e i segnali di caldo in risalita al Sud non mancano.
Domenica la coda dell’episodio
Domenica 23 agosto il quadro si sgonfia. Le mappe mostrano precipitazioni ormai spostate verso il Mar Baltico e la Polonia, mentre sull’Italia resta poco o nulla: qualche residuo di instabilità sull’Adriatico meridionale e sul Canale di Sicilia, niente di più. Fine dell’episodio, almeno per come lo vedono adesso i modelli.
Resta però un punto che vale la pena sottolineare. Il terreno, dopo settimane di caldo e di scarse precipitazioni, assorbe male. Piogge concentrate in poco tempo scorrono in superficie anziché infiltrarsi, e i piccoli corsi d’acqua reagiscono in fretta. Una dinamica già osservata più volte nelle scorse settimane, come nella fase con grandine e temporali a macchia di leopardo di inizio mese.
Prudenza, che non è allarmismo
Sulle valutazioni di rischio e sui provvedimenti si esprimono gli enti preposti, a partire dal Dipartimento della Protezione Civile, che ha diramato i propri bollettini di allerta per la giornata odierna. Da parte nostra possiamo fare una previsione meteorologica, e ricordare due o tre cose che in agosto non guastano mai.
Se siete in barca o in spiaggia lungo il Tirreno o sul Mar Ligure, tenete d’occhio l’orizzonte verso sud-ovest. Se siete in montagna, informatevi prima di partire e sappiate dove ripararvi (nel Nord è meglio evitare qualsiasi escursione). Se guidate di notte tra giovedì e venerdì lungo la costa, moderate l’andatura: la visibilità, sotto un temporale marittimo che tocca terra, può crollare in pochi secondi.
Il resto lo diranno i prossimi aggiornamenti. Come sempre, del resto.