
Il ciclone atlantico che accende la calura
L’evoluzione per il Mediterraneo centrale e l’Italia appare fortemente collegata a quel ciclone che vediamo a ovest del Portogallo, che vari enti stanno monitorando perché potrebbe, con una percentuale estremamente bassa e quindi in modo molto improbabile, divenire una struttura tropicale. Come già evidenziato in un altro articolo, questo ciclone naviga su acque con temperature molto superiori alla media, non tanto elevate quanto quelle del Mar Mediterraneo. Va detto, tuttavia, che sarà responsabile tra le altre cose del richiamo di aria rovente verso il Centro-Sud Italia, ma anche dell’invio di instabilità atmosferica piuttosto acuta, o come la vogliamo definire intensa, con il probabile transito di un fronte persino di natura temporalesca soprattutto sulle regioni centro-settentrionali.
Purtroppo continuano a rimanere ai margini le regioni centro-meridionali, ma questo tutto sommato è abbastanza normale nel mese di agosto. Diverso sarebbe invece se queste aree fossero rimaste senza precipitazioni in ottobre o novembre: al Sud, soprattutto sulle regioni meridionali, in Sicilia e diciamo anche in Sardegna, il fatto che non vi siano piogge continua a essere abbastanza normale, anche se negli scorsi giorni qualcosa si è visto nelle aree interne. Non lo considero un aspetto anomalo né insolito, devo dire, perché in genere prevale proprio questa elasticità.
Picco di calura e fronte temporalesco al Nord
Per essere molto chiari: intorno al 25 agosto, giornata di picco di calura per il richiamo di aria calda da sud, dall’Africa, praticamente con una componente anche anticiclonica per le regioni centro-meridionali, coinciderà il transito di un fronte temporalesco particolarmente intenso sulle regioni del Nord Italia. Un fronte che dovrebbe coinvolgere gran parte del Settentrione, la Toscana e in maniera più limitata il Lazio, a fine periodo intorno al 26. Sarà comunque molto veloce nel suo transito, più o meno come è avvenuto tra giovedì e venerdì, quindi un peggioramento piuttosto rapido.
Questi peggioramenti hanno tuttavia una notevole importanza, perché stanno intaccando l’Anticiclone Africano nel suo versante più settentrionale, nonostante la sua forza e la sua furia. Tanto che, come abbiamo spiegato in altri articoli, nelle regioni centro-meridionali si raggiungeranno temperature elevatissime, anche superiori ai 40°C, con stime che parlano persino di picchi di 45°C. Si tratta ovviamente di stime e non possiamo dire con certezza che accadrà esattamente così, ma l’aria calda in arrivo è notevole. Tra le altre cose ci troviamo alla fine della stagione estiva, quindi questi fenomeni assumono una maggiore rilevanza, e soprattutto abbiamo i mari caldi: insomma, ci sono tutta una serie di condizioni ideali per l’attivazione di temperature estremamente elevate, da Cagliari a Palermo, passando per Roma e Napoli.
Cosa succederà dopo secondo il modello matematico europeo
Qui entriamo ovviamente in un tunnel di proiezioni del tutto da confermare, come lo è comunque anche questo peggioramento: in meteorologia nulla è certo se non entro poche ore e soprattutto in determinate condizioni. Passato questo fronte, e ce lo conferma anche il modello matematico europeo, potrebbero esservi altre fasi di instabilità atmosferica verso le regioni settentrionali. Si tratta di situazioni abbastanza timide: la successiva fase, secondo il modello matematico europeo, dovrebbe collocarsi intorno al 2 settembre, non meglio definita e non riconducibile al transito di una vera e propria perturbazione.
La situazione dovrebbe intensificarsi il 3 settembre, sempre secondo il modello matematico europeo, coinvolgendo anche Lazio e Sardegna, addirittura con la formazione di una bassa pressione. Tenete conto che ci stiamo allontanando sensibilmente nel tempo: il centro meteo europeo vedrebbe una ciclogenesi mediterranea con il coinvolgimento anche delle regioni centro-meridionali, soprattutto con instabilità atmosferica e quindi anche temporali, che andrebbero a interessare le coste tirreniche meridionali. Sarebbero perciò esposte la Campania, la Calabria e la Sicilia settentrionale, con la successiva propagazione verso le aree interne accompagnata da nuvolosità d’evoluzione diurna. Insomma, qualcosa tende a cambiare.
Osservando il quadro termico, effettivamente anche il centro meteo europeo ci dice che le temperature, dopo quella sfuriata di valori altissimi, dovrebbero abbassarsi sensibilmente. Del resto avremo dei picchi veramente enormi: la definizione non trova aggettivi, credetemi, perché qui parliamo di valori fuori scala soprattutto per il periodo. Ed è preoccupante, perché registrare simili estremi dopo Ferragosto è francamente una grossa anomalia.
Il precedente del settembre 1946
In passato sono avvenuti eventi meteorologici di questa natura anche a settembre. Ricordo che nel settembre del 1946 si ebbe un’ondata di tale portata da portare la temperatura fino a 45°C in varie località tra Sardegna e Puglia, ma probabilmente anche altrove, dato che le stazioni meteorologiche in quel periodo erano veramente poche. Una situazione che può avere delle analogie con questa, però è avvenuta qualche giorno dopo, intorno al 5-7 settembre: non siamo estremamente distanti, perché i picchi di temperatura li dovremmo avere sino al 29 e 30 agosto. Si tratterebbe semplicemente di cambiare mese, ma in quel caso le anomalie sarebbero molto maggiori, perché sapete che vengono calcolate decade per decade.
Il modello matematico americano vede un ciclone autunnale
Anche il modello matematico americano ci conferma nel breve periodo questo cambiamento del 25, ormai abbastanza vicino, anche se tentenna parecchio per quanto riguarda le precipitazioni sulle regioni settentrionali. C’è un po’ ovunque questa tendenza a tentennare e tra l’altro non le vedrebbe neppure particolarmente intense: qui parliamo di dettagli che i modelli matematici sovente hanno difficoltà a definire, però devo dire che mi meraviglia abbastanza il fatto che l’americano veda meno piogge rispetto al modello matematico europeo.
Andando avanti nei giorni, però, il modello matematico americano vede le perturbazioni oceaniche sprofondare sull’Europa centrale e iniziare a dare noia sulle regioni del Nord Italia. A questo punto non le chiamerei noie: porteranno veramente benefici, perché serve la pioggia, come ricordato anche nell’analisi sulle piogge dell’autunno. L’instabilità atmosferica vista precedentemente verso il Centro-Sud Italia è confermata pure dal centro meteo americano, che tra le altre cose introduce una novità: un ciclone delle latitudini extratropicali a ovest delle Isole Britanniche nei primi giorni di settembre, estremamente profondo, proprio uno di quelli autunnali.
Non so se questo poi avverrà, ovviamente qua stiamo parlando di previsioni a lungo termine, e come previsione a lungo termine verso il 5-6 settembre si prospettano moltissimi temporali lungo la penisola italiana, anche al Sud. Insomma, è raro che due modelli matematici concordino in una proiezione. Nel breve termine avremo questo cambiamento che porterà forti temporali nuovamente sul Nord, da Milano al Nord-Est, ma tutti convergono nella previsione di questa curiosissima e comunque breve fase di altri quattro giorni, probabilmente tre o quattro, di calura assurda e di picchi che potrebbero localmente risultare da record per il mese di agosto. Anche se agosto, in passato, ha visto numerose ondate di calore: la più recente e la più forte avvenne nel 2017. Ricordiamolo, perché molto spesso la nostra mente non ricorda, ma per fortuna ci sono le registrazioni delle stazioni meteorologiche e gli archivi che conservano il tempo del passato.
Credit
- ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
- NOAA – National Hurricane Center
- Copernicus Climate Change Service – Bollettino climatico di luglio 2026
- Copernicus Marine Service – Ondate di calore marine 2026
- Mercator Ocean International – Ocean temperature bulletin, luglio 2026
Caldo fin sino i 45°C, poi la svolta: Ciclone dell’Atlantico