La prossima settimana potrebbe riportare condizioni meteorologiche più stabili, con un campo di alta pressione pronto a favorire schiarite e momenti discretamente soleggiati. Nel quadro previsto, le temperature torneranno gradualmente a salire, ma il recupero non sarà uniforme nell’arco delle ventiquattro ore: a beneficiarne saranno soprattutto i pomeriggi, quando il sole potrà ancora rendere piacevole una passeggiata o qualche ora trascorsa all’aperto. Al mattino presto, invece, l’atmosfera conserverà un’impronta decisamente autunnale, con aria fresca e la necessità di indossare una giacca prima di uscire. È proprio questo il tratto caratteristico delle giornate stabili di questa stagione: si parte da casa ben coperti e, qualche ora dopo, ci si ritrova ad alleggerire l’abbigliamento.
La presenza dell’alta pressione, tuttavia, non significa necessariamente cielo limpido ovunque e per tutta la giornata. Nelle pianure e nelle conche, l’umidità può dare origine a foschie, nebbie o nubi basse, capaci di rallentare il riscaldamento nelle prime ore. Dove il sole riuscirà a imporsi, il contrasto tra il fresco del risveglio e il tepore pomeridiano sarà più evidente.
Escursione termica: perché tra mattino e pomeriggio cambia tanto
Per capire questi sbalzi bisogna partire dall’escursione termica giornaliera, cioè dalla differenza tra la temperatura massima e quella minima registrate durante una giornata. Con il cielo sereno, la radiazione solare riscalda il terreno, che trasferisce parte di questo calore all’aria vicina alla superficie. Dopo il tramonto l’apporto del sole viene meno, mentre il suolo continua a disperdere energia attraverso l’emissione di radiazione infrarossa.
In autunno le notti si allungano e il raffreddamento ha quindi più tempo per svilupparsi. Se anche il vento rimane debole, l’aria a ridosso del terreno viene rimescolata meno e può raffreddarsi sensibilmente. In queste circostanze possono comparire le inversioni termiche, situazioni nelle quali gli strati d’aria più bassi sono più freddi di quelli sovrastanti. Si tratta di un fenomeno diverso dall’escursione termica: quest’ultima descrive una variazione nel tempo, mentre l’inversione riguarda la distribuzione della temperatura con l’altezza. I due processi, però, possono accompagnarsi e rendere particolarmente pungente il risveglio.
Nei fondovalle il calo termico può essere accentuato dall’accumulo di aria fredda, che tende a scendere lungo i versanti e a raccogliersi nelle zone più basse. Anche le pianure e le conche interne offrono condizioni favorevoli a questi contrasti, soprattutto durante le notti serene e poco ventilate.
Dalle valli alpine al Centro, le differenze attese e come vestirsi
Secondo lo scenario previsionale delineato, gli sbalzi più marcati potranno interessare diversi fondovalle alpini, ampi settori della Pianura Padana e alcune aree interne del Centro. Nelle località maggiormente esposte al raffreddamento notturno, l’escursione potrebbe avvicinarsi ai 10/15°C.
A Milano, Torino e Bologna le temperature notturne potrebbero scendere poco sopra i 10°C, per poi raggiungere 22-23°C nel pomeriggio. Un andamento simile è atteso anche a Firenze e Roma, con minime prossime ai 10-11°C e massime nell’ordine dei 23-24°C. Sono valori da considerare indicativi, perché nuvolosità, nebbia, vento e caratteristiche locali possono modificare sia il raffreddamento notturno sia il recupero diurno.
Per affrontare queste giornate, la soluzione più pratica resta l’abbigliamento a strati: una giacca e un capo intermedio per le prime ore, da togliere quando la temperatura sale. Nei luoghi soleggiati potrà esserci spazio per le maniche di camicia e, per chi tollera meglio il fresco, anche per le maniche corte. Al calare del sole, però, sarà utile avere di nuovo a portata di mano qualcosa con cui coprirsi.