
Una macchia verde e gialla che copre mezzo Settentrione. È l’immagine che restituisce il radar della Protezione Civile aggiornato alle 10:30, e non serve essere meteorologi per capire dove stia piovendo davvero. Chi si è svegliato a Milano, a Vicenza o a Trento ha sentito il rumore prima ancora di aprire le imposte. Il quadro, in queste ore, è quello di una perturbazione ben strutturata, non della solita cella estiva temporalesca. Chi deve muoversi oggi faccia riferimento agli avvisi ufficiali della Protezione Civile, perché le criticità sono reali.
Il radar mostra due nuclei distinti, non temporali sparsi
La mappa della massima intensità verticale, quella che misura l’energia della colonna d’aria fin dove arrivano le cime dei cumulonembi, disegna due blocchi ben separati. Il primo si estende tra Piemonte orientale, Lombardia occidentale e la fascia prealpina, con i toni gialli più accesi tra Varese, Como e la Brianza. Il secondo, più esteso e più carico, occupa il Trentino-Alto Adige e buona parte del Veneto: Vicenza, Verona, Padova e Rovigo stanno finendo tutte dentro la stessa struttura, che sconfina verso Ferrara e la costa adriatica.
Poi c’è la firma rossa, con i maggiori fenomeni, anche di possibile grandine. Una lingua stretta e violenta si allunga da Genova verso il mare, scende lungo il Levante ligure fino a La Spezia e prosegue oltre, verso la Corsica, dove altri nuclei intensissimi stanno insistendo da ore. Direte, perché proprio lì? Perché la Liguria è il punto in cui l’aria umida che risale dal Mar Ligure trova l’ostacolo dell’Appennino. Sale, si raffredda, condensa. Sempre lo stesso meccanismo, sempre lo stesso risultato: rovesci che si rigenerano sopra le medesime valli per ore. Una sorta di area di didattica meteo spiegata varie volte sulla formazione di nubi, piogge e poi temporali.

La mappa delle fulminazioni conferma: le scariche elettriche si addensano in modo impressionante sul Mar Ligure, tra il Golfo e la Corsica, con una scia che si prolunga verso l’Arcipelago Toscano. Altri gruppi si vedono sulle Prealpi lombarde, sul Trentino, sul Friuli-Venezia Giulia e persino sull’Umbria e sull’alto Lazio, dove il radar segnala celle isolate ma vigorose tra Terni e Viterbo. Parliamo di tempeste elettriche vere e proprie. Stamattina abbiamo riscontrato ad est di Genova città, colpita dalla supercella temporalesca più marginalmente, ben 500 fulmini in 60 secondi!

Liguria, sino 90 mm a Genova e 200 sul crinale
I numeri, poi, parlano da soli. Dalla mezzanotte, nel territorio di Genova si sono già superati gli 90 mm. Sul crinale ligure che guarda verso il versante padano si è arrivati addirittura a 200 mm. Diciamolo chiaramente: sono quantitativi che, concentrati in poche ore e su bacini piccoli e ripidi come quelli liguri, mettono in difficoltà qualsiasi rete idrografica. Non è un caso isolato, è la firma classica dell’orografia ligure, quella che la storia recente ci ha insegnato a temere.
Un mare surriscaldato cede vapore acqueo in quantità abnormi, e ogni infiltrazione fresca in quota diventa un innesco. Ne abbiamo parlato ragionando su come il mare carichi i temporali e su quanto i temporali marittimi del Mediterraneo possano crescere fino a diventare sistemi enormi.

Temperature crollate al Nord, l’Italia spaccata in due: ore 10 e 50
Ed eccoci al secondo elemento, quello che rende l’analisi completa. I dati delle 10:42, raccolti da oltre quattromila stazioni, raccontano un Paese diviso da una linea netta.
Dove piove, il termometro è precipitato. Sulla Pianura Padana i valori oscillano attorno ai 18-22°C (sino a 20 gradi in meno di pochissimi giorni fa), cifre che in pieno agosto sembrano quasi autunnali. Sui rilievi alpini si scende molto più giù, con letture inferiori ai 4°C nelle conche più alte tra Trentino e confine austriaco e valori a una cifra diffusi lungo l’arco (ovviamente in montagna(. Merito, o colpa, delle precipitazioni: la pioggia trascina verso il basso aria fredda dai livelli superiori e, evaporando, sottrae calore all’aria vicina al suolo.
Sul Centro-Sud cambia tutto. Lungo l’Adriatico, in Puglia, in Calabria e sulla Sicilia si leggono 30, 32, persino 34°C a metà mattina. Sulla Sardegna idem, con punte oltre i 32°C nel Campidano. E qui arriva il dato che merita attenzione: con simili letture i minimi notturni si sono mantenuti diffusamente attorno o sopra la soglia dei 20°C, quella che definisce la notte tropicale. Un’intera fetta di Italia ha dormito senza sollievo, mentre a poche centinaia di chilometri più a nord si tirava fuori la felpa. Uno scenario già anticipato nella svolta con temporali e grandine al Nord.
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Le massime attese oggi, dai 37°C di Foggia ai 21°C di Bergamo
La forbice, nel pomeriggio, diventa quasi imbarazzante. Il picco è previsto a Foggia e Tortolì, con 37°C, seguite da Andria, Brindisi e Sanluri a 36°C. Restano su valori pesanti Lecce, Cosenza, Cagliari, Olbia, Benevento, Reggio di Calabria e Ascoli Piceno, tutte attorno ai 35°C, mentre Bari, Taranto, Matera, Palermo, Messina, Siracusa e Crotone si fermano a 34°C.
Scendendo lungo la scala si arriva ai 32°C di Roma, Napoli, Ancona e Trapani, ai 30°C di Bologna, Grosseto e Imperia, ai 28°C di Firenze, Parma e Perugia. E poi il tonfo. Torino e Venezia a 27°C, Genova e Padova a 26°C, Aosta e Cuneo a 25°C, Verona e Vicenza a 24°C, Brescia, Pavia e Lodi a 23°C. Milano, Bolzano, Como, Monza e Trento si fermano a 22°C, mentre Bergamo e Varese chiudono la classifica con appena 21°C. Sedici gradi di differenza tra la Puglia e la Lombardia: raramente capita di vederne tanti nello stesso giorno d’estate.
Nelle prossime ore i fenomeni tenderanno a spostarsi verso levante e verso il Centro, mantenendosi intensi dove il flusso umido continua a insistere contro i rilievi. Attenzione ai rii minori e ai sottopassi, più che ai grandi fiumi. E uno sguardo, magari, a cosa ci aspetta più avanti: le proiezioni sulle piogge di settembre, ottobre e novembre suggeriscono che di configurazioni simili ne rivedremo parecchie.
Credit
- EUMETSAT, immagini Meteosat in tempo reale
- Copernicus Marine Service, ondata di calore marino nel Mediterraneo occidentale
- Copernicus Marine Service, bollettino sul calore oceanico 2026
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