
Il modello europeo ECMWF ha aggiornato la tendenza mensile relativa al prossimo mese di Novembre. Precisiamo sempre che si tratta di una tendenza sul possibile andamento barico medio per l’intero mese, dunque non di una previsione, né, in questo tipo di analisi, si ha la pretesa di cogliere esattamente l’evoluzione. Semplicemente, sulla base dei riscontri attuali e reali di diversi parametri atmosferici – in primis la pressione media a tutte le quote sul comparto emisferico, la temperatura oceanica e quella sui continenti, lo stato termico nelle sezioni alte dell’atmosfera – si proietta una stima del possibile andamento di massima delle condizioni generali per i prossimi 30 giorni. In questo contesto particolare, il dato matematico tiene senz’altro conto anche di un evento importante, di cui abbiamo già trattato in altra sede e che sarebbe ormai piuttosto certo perché destinato a realizzarsi a giorni, ossia un precoce e significativo riscaldamento in Stratosfera: un evento che nelle simulazioni è stato certamente considerato e che potrebbe incidere anch’esso sulle sorti del prosieguo autunnale.
Novembre senza flusso atlantico: i due protagonisti barici
Dall’insieme dei dati computati viene fuori un mese di Novembre sostanzialmente caratterizzato da due tipi di pattern barici che, con buona probabilità, interagirebbero tra loro: da una parte, sul lato continentale, l’azione di una circolazione depressionaria fredda piuttosto permanente e duratura che, a fasi alterne, influenzerebbe anche il Mediterraneo centrale e l’Italia; dall’altra, un’area di alta pressione probabilmente più costante sui comparti settentrionali e nord-occidentali europei, a fasi alterne agente anche sul resto dell’Europa centro-occidentale, Mediterraneo compreso. Dunque, questi i due attori principali possibili per il corso del prossimo mese di Novembre, ribadiamo con un’incidenza verosimilmente alternata verso il Mediterraneo centrale e l’Italia. Nel quadro prospettato traspare subito la mancanza di un protagonista che, in realtà, in questa fase stagionale di pieno autunno dovrebbe essere il principale, ossia il flusso umido e perturbato atlantico. Non ve n’è traccia nelle simulazioni del modello matematico. Nell’immagine di copertina, che rappresenta la media barica per l’intero prossimo mese, appare evidente una chiusura della porta atlantica per via di posizioni anticicloniche prevalenti sull’ovest del continente: al più, in talune fasi, potrebbero compiersi sfondamenti di nuclei moderatamente freddi continentali all’altezza dell’Europa centrale, con la loro azione instabile più occidentale in transito anche sul Nord Italia, ma flussi oceanici puri non sarebbero computati, almeno in questo aggiornamento.
Piogge in calo al Nord e sul versante tirrenico
La mancanza del flusso umido oceanico resterebbe l’anomalia più significativa di questo autunno, finora già avaro di incidenza atlantica, e gli ultimi aggiornamenti nella sostanza confermano la prosecuzione di tale anomalia anche a Novembre. Dunque, un mese che sostanzialmente si annuncerebbe piuttosto siccitoso, o comunque abbastanza avaro di piogge su molte regioni, evidentemente su quelle maggiormente esposte alle azioni perturbate occidentali, ossia il Nord Italia e le aree tirreniche. Difatti, benché siano comunque computate precipitazioni in diverse fasi anche su questi settori, il bilancio pluviometrico complessivo stimato per Novembre vedrebbe, già nei primi 15 giorni del mese, piogge fino al 40-50% in meno rispetto alla media del periodo al Nord e sull’alto Tirreno, tra Liguria e nord-ovest della Toscana, e piogge dal 10-20 fino al 30% in meno sulle rimanenti aree tirreniche, dal resto della Toscana fino alla Campania occidentale. Queste percentuali di deficit potrebbero poi aumentare nella seconda parte del mese, per un andazzo barico che vedrebbe poche modifiche, quindi con il proseguimento dell’alternanza, sul Mediterraneo centrale e sull’Italia, tra moderate fasi anticicloniche e fasi instabili settentrionali o continentali.
Le irruzioni fredde da mettere in conto
In riferimento alle possibili azioni fredde, esse vanno messe in conto. Non si hanno, a oggi, gli elementi per computarne l’intensità: potrebbero essere moderate, per via di un serbatoio freddo ancora non ben formato alle alte latitudini, ma non sarebbero escluse anche più sostanziose. Quello che ci sentiamo di evidenziare è che, stante una maggiore propensione della bassa atmosfera, la Troposfera, ai blocchi occidentali, stante anche, nei forecast, la simulazione di una reiterata azione ciclonica sui comparti continentali e, non da ultimo, stante la conferma di un ormai prossimo e significativo riscaldamento della Stratosfera sulla verticale polare, con un possibile e apprezzabile disturbo sulla forza del Vortice Polare nelle prossime settimane, il prosieguo autunnale potrebbe avere una connotazione più simil-invernale, che non stagionale tipica del periodo.
Piogge nella norma al Sud, temperature sotto media e prime gelate
Abbiamo evidenziato l’anomalia pluviometrica negativa per il Nord, per il medio e alto Tirreno e per l’ovest della Campania, ma vogliamo mettere in rilievo che per il resto d’Italia, ossia per il medio e basso Adriatico e per il Sud, il quadro prospettato sarebbe di piogge più nella norma. Relativamente all’andamento termico medio, per le ragioni bariche sopra esposte, il mese si annuncia con temperature mediamente nella norma o spesso anche un po’ sotto norma sull’intero territorio italiano, per via di una prevalenza di flussi freschi o moderatamente freddi continentali o settentrionali e perché, anche nei contesti anticiclonici, potrebbero esserci inversioni termiche notturne incisive sul quadro termico giornaliero, con il rischio di prime gelate. Su elaborazione dati del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio-Lungo Raggio (ECMWF).
Ultimi dati mensili per Novembre: tra moderati anticicloni e flussi instabili, anche freddi